Niente asilo per la famiglia ucraina
La famiglia ucraina entrata illegalmente in Ticino attraverso il Monte Lema a inizio 2008 non potrà restare in Svizzera: il Tribunale amministrativo federale ha infatti confermato mercoledì la decisione di rimpatrio dell'Ufficio federale della migrazione (Ufm).
La madre 48enne e i cinque figli erano stati salvati in extremis dopo essere rimasti bloccati nella neve per due giorni. Lo scorso mese di giugno l’Ufm aveva respinto la loro richiesta di asilo. Secondo i giudici federali, che hanno avallato la decisione, la famiglia deve ritornare nel paese di origine dove non rischia di subire trattamenti inumani o degradanti visto che l’Ucraina è considerata come un paese sicuro dal governo svizzero.
La Corte ammette l’esistenza di un conflitto fra la madre e l’ex marito, nonché le tensioni con la comunità religiosa a cui la donna appartiene, ma ritiene che questi problemi non diano diritto all’asilo. Inoltre, secondo i giudici, non vi sono ragioni mediche che impediscono il ritorno in Ucraina.
Pur confermando la decisione dell’Ufm, il Tribunale ha comunque criticato le sue motivazioni, giudicandole troppo succinte. L’Ufficio federale avrebbe dovuto in particolare esprimersi anche sulle difficoltà che incontreranno i ragazzi al loro ritorno.
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