Predomina l’indifferenza sul futuro di Expo.02
Quasi il 70 percento degli svizzeri dichiarano di essere indifferenti o addirittura contenti, in caso di abbandono del progetto di esposizione nazionale. È quanto emerge da un sondaggio realizzato dal giornale domenicale dimanche.ch.
Expo.02 continua a sollevare sentimenti di disinteresse e d’insoffferenza da parte della popolazione elvetica. L’interminabile crisi ai vertici del progetto – caratterizzata da continue polemiche, rivalità e incertezze sul finanziamento e l’esecuzione dei lavori – non ha permesso chiaramente di attirare le simpatie e il sostegno della popolazione.
Secondo il sondaggio, oltre il 57 percento delle 600 persone interrogate il 25 agosto dall’agenzia Isopublic manifestano la loro indifferenza nell’ipotesi di una rinuncia al costoso progetto. Il 10,4 percento degli intervistati si dichiarano addirittura contenti, in caso di naufragio di Expo.02. Soltanto il 29,6 percento della popolazione sarebbe invece piuttosto delusa, mentre il 2,9 percento non esprime nessun parere.
L’indifferenza domina anche se una buona parte degli svizzeri sembra ancora convinta delle prospettive di riuscita dell’esposizione nazionale. Oltre il 48 percento degli interrogati ritiene che Expo.02 avrà successo, mentre il 44 percento esprime il proprio scetticismo.
Per quanto riguarda invece le responsabilità della crisi attraversata finora dal progetto, quasi il 48 percento delle persone contattate le attribuisce alle vertenze scoppiate in seno alla direzione di Expo.02. Per il 23,6 percento le colpe vanno ricercate nel mondo economico, che non ha dimostrato di voler accordare la sua fiducia e il suo sostegno finanziario all’opera. Oltre il 12 percento degli intervistati considera invece che le responsabilità vadano ricercato presso il Consiglio federale e la classe politica, che non hanno sostenuto adeguatamente l’esposizione nazionale.
Secondo Laurent Paoliello, portavoce della manifestazione, una rinuncia a Expo.02 provocherebbe perdite finanziarie che si aggirano tra i 250 e i 500 milioni di franchi. 250 milioni sarebbero già stati investiti attualmente, altri 200 milioni andrebbero persi in seguito agli impegni assunti con le ditte incaricate di realizzare i progetti sui tre laghi di Bienne, Morat e Neuchâtel.
Armando Mombelli
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