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Democrazia diretta in Svizzera

Ueli Maurer pronto a riportare l’UDC in governo

swissinfo.ch

Per l'UDC è "la miglior scelta possibile", "la soluzione ideale". La stampa elvetica concorda che con la doppia candidatura di Christoph Blocher e Ueli Maurer alla successione del ministro Samuel Schmid il partito si assicura il ritorno in governo, accontentando tutti o quasi.

I commentatori analizzano anche la personalità del futuro ministro della difesa, ossia Maurer, ed esprimono seri dubbi che rappresenti una reale alternativa a Blocher.

“Maurer è già mezzo consigliere federale”, titola lo zurighese Tages Anzeiger, per il quale l’Unione democratica di centro (UDC, destra nazional-conservatrice) è certa che l’ex presidente del partito può contare su un ampio sostegno in parlamento.

Ma quando sarà in Consiglio federale, “saprà il fido Maurer” “non compiere i medesimi errori di Blocher, e cioè farsene un baffo della collegialità e del rispetto delle regole all’interno di un esecutivo che mal sopporta le prime donne? Non ne siamo certi. Ci chiediamo infatti: riuscirà Maurer a governare senza essere telecomandato?”, s’interroga La Regione Ticino.

Preoccupazioni analoghe sono formulate dal 24 heures. Il quotidiano vodese sottolinea che, pur non essendo “né il lacché né il clone di Blocher, Ueli Maurer fa comunque parte della sua corrente zurighese – centralista, autoritario, pronto a strumentalizzare i sentimenti xenofobi. Gli altri partiti sembrano averlo improvvisamente dimenticato”, lamenta il giornale, che esorta il parlamento a fare “una vera scelta”, non “una semplice formalità” il prossimo 10 dicembre nell’elezione del nuovo consigliere federale.

Praticamente già in poltrona

Ma la prospettiva del ritorno dell’UDC in governo con “un puro blocheriano” appare scontata. Maurer “non allarma i partiti del centro che ci tengono a normalizzare la situazione facendo partecipare l’UDC alle responsabilità governative”, scrive La Liberté. Il giornale friburghese osserva che solo la sinistra rosso-verde è preoccupata, “ma non sembra in grado di imporre un’alternativa credibile”.

Il bernese Der Bund sostiene invece che “Maurer non è Blocher”. Il quotidiano della capitale federale rileva che ha un carattere diverso. è “più affabile e più corretto” di Blocher e saprà stare al gioco della concordanza.

Anche la Basler Zeitung mette l’accento sulle “competenze in materia di integrazione” dimostrate dal 58enne zurighese, sia in seno al suo partito sia alle Camere federali. L’UDC, “con la candidatura di Maurer, dà un chiaro segnale di volere seriamente tornare alla concordanza e in Consiglio federale”, afferma il quotidiano basilese.

Per il vallesano Nouvelliste “il gruppo UDC ha tirato fuori il suo asso dalla manica”. Scegliere Maurer “è una grande vittoria dei realisti” in seno all’UDC, sottolinea a sua volta il “St.Galler Tagblatt”.

Addio a Blocher

Per il “Quotidien jurassien”, Christoph Blocher resta in lizza perché “l’UDC non vuole mandare in pensione il suo generoso mentore. Lascia all’Assemblea federale questo lavoro”, afferma il giornale sottolineando che ciò non è molto coraggioso.

Per il ginevrino Le Temps, è semplicemente “patetico il modo in cui Christoph Blocher si aggrappa alla vendetta e alle illusioni”, quando è ormai chiaro che la sua era è tramontata. Così come è chiaro che candidandolo al fianco di Maurer il suo partito vuole solo tributargli “stima e devozione senza limiti”, il 10 dicembre davanti all’Assemblea federale, osserva il Corriere del Ticino.

swissinfo e agenzie

Il 12 dicembre 2007 al posto di Christoph Blocher, leader dell’UDC dall’inizio degli anni ’90, il parlamento elegge in governo Eveline Widmer-Schlumpf.

L’UDC dichiara di non sentirsi rappresentata nell’esecutivo dai suoi membri Eveline Widmer-Schlumpf e Samuel Schmid, accusati di aver tradito gli interessi del partito, accettando la loro elezione dopo la bocciatura di Blocher. La maggiore forza politica svizzera passa all’opposizione.

In aprile la dirigenza nazionale dell’UDC chiede alla sezione grigionese di espellere Eveline Widmer-Schlumpf. La maggioranza dei delegati rifuta.

Il 1° giugno l’UDC svizzera ufficializza l’esclusione dal partito di tutta la sezione grigionese. Dall’ala moderata di quest’ultima nasce il Partito borghese democratico (PBD), al quale aderisce anche Eveline Widmer-Schlumpf.

Il 2 giugno anche l’ala moderata della sezione bernese si pronuncia in favore della creazione di un nuovo partito. Alla sezione bernese del PBD aderisce il ministro della difesa Samuel Schmid.

Il 1° novembre le sezioni cantonali di Berna, Grigioni e Glarona fondano ufficialmente a livello nazionale il Partito borghese democratico.

Il 12 novembre, indebolito da continui attacchi politici, giunti in particolare dagli ex colleghi dell’UDC, Samuel Schmid annuncia che lascerà il governo a fine anno.

Il 27 novembre il Gruppo UDC annuncia la doppia candidatura di Christoph Blocher e Ueli Maurer.

Il 10 dicembre l’Assemblea federale eleggerà il nuovo consigliere federale.

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