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Democrazia diretta in Svizzera

Un ritorno alla concordanza che divide i partiti

Per i partiti borghesi, l'elezione di Ueli Maurer in Consiglio federale permetterà di ristabilire il sistema di concordanza a livello governativo. La sinistra manifesta invece la sua delusione e si rallegra piuttosto per il fatto che il parlamento abbia negato una seconda chance a Christoph Blocher.

Volti soddisfatti mercoledì tra le fila della destra, che è riuscita a far eleggere in governo Ueli Maurer, presentato dall’Unione democratica di centro (UDC) quale candidato ufficiale assieme all’ex consigliere federale Christoph Bocher, estromesso esattamente un anno fa dell’esecutivo.

L’elezione di Ueli Maurer è “un segnale positivo per la concordanza”, ha dichiarato al termine dello scrutinio il presidente del Partito liberale radicale (PLR) Fulvio Pelli. Il deputato ticinese si è detto convinto del fatto che Maurer disponga delle capacità necessarie per assumere questo importante incarico governativo.

A detta di Pelli, l’ex presidente dell’UDC si comporterà correttamente in governo. Se adotterà la linea del Consiglio federale, l’esecutivo potrà lavorare in modo più sereno, soprattutto in un periodo “difficile” come quello attuale.

Strategie del ricatto non funzionano

Anche il presidente del Partito popolare democratico (PPD) Christophe Darbellay ha espresso la sua fiducia nelle capacità del nuovo eletto di collaborare con le altre forze politiche. A suo avviso, questa elezione può quindi venir considerata come un passo verso il ritorno della concordanza in seno al governo.

Per Darbellay, l’esito estremamente serrato dell’elezione, conclusasi sul filo del rasoio con 122 voti a favore di Maurer e 121 per il suo collega UDC Hansjörg Walter, dimostra che i “tentativi di ricatto” impiegati dal partito di destra non funzionano. Insistendo sulla scelta di uno dei due candidati ufficiali, l’UDC aveva infatti minacciato di escludere immediatamente qualsiasi altro membro del partito che avesse accettato un’eventuale elezione.

UDC ancora sottorappresentata

La nomina di Maurer permetterà al nostro partito di riacquistare nuovamente fiducia nel Consiglio federale, ha dichiarato Toni Brunner. Tuttavia, secondo il presidente dell’UDC, il maggiore schieramento politico svizzero rimane tuttora sottorappresentato in Consiglio federale.

Vogliamo un secondo seggio nell’esecutivo, occupato da un candidato scelto a sua volta dall’UDC, ha puntualizzato Brunner. Il presidente dell’UDC ha inoltre ringraziato il collega Hansjörg Walter per non aver accettato di prestarsi ai giochi politici della sinistra.

Da parte sua, Walter ha ammesso che la sua decisione è stata tutt’altro che facile. Spero però di non risvegliarmi questa notte, pensando che avrei fatto meglio a decidere in altro modo. Per il presidente dell’Unione svizzera dei contadini, i 121 voti ricevuti dal parlamento rappresentano un grande riconoscimento per il suo lavoro.

Critiche dei socialisti

Mi rincresce che Maurer sia diventato consigliere federale, ma sono soddisfatto che Christoph Blocher sia scomparso dalla scena politica, ha dichiarato invece Christian Levrat. A detta del presidente del Partito socialista, coloro che hanno eletto Maurer, in particolare i parlamentari del PLR e del PPD, dovranno ora condividere le responsabilità dell’operato del nuovo ministro UDC.

Sempre a detta di Levrat, non occorre tuttavia esagerare l’importanza di questa elezione: in fin dei conti un membro dell’UDC sostituirà in governo Samuel Schmid, che fino a quest’anno rappresentava a sua volta lo schieramento politico di destra.

Delusione dei Verdi e del BDP

Delusi anche i membri del Partito ecologista svizzero (PES). Mi spiace che questa elezione sia giunta proprio il giorno in cui si commemora la Giornata internazionale dei diritti umani, si è lamentato Ueli Leuenberger, presidente dei Verdi.

Secondo il candidato ufficiale del PES Luc Recordon, “un consigliere federale eletto al terzo turno e con un solo voto di scarto dovrà fornire molte garanzie per essere rieletto tra tre anni”. Lo aspettiamo al varco, in particolare durante la campagna sulla libera circolazione, ha aggiunto il deputato dei Verdi.

Scontenti per l’esito dell’elezione anche i membri del nuovo Partito borghese democratico (PBD), fondato quest’anno in seguito ad una spaccatura emersa all’interno dell’UDC. Ci spiace che “che sia stato il gruppo UDC e non il parlamento ad aver eletto il nuovo consigliere federale”, ha detto il presidente del PBD Hans Grunder, per il quale le pressioni esercitate dal suo ex partito per far eleggere Maurer costituiscono una forma di ricatto.

swissinfo e agenzie

Il 12 dicembre 2007 al posto di Christoph Blocher, leader dell’UDC dall’inizio degli anni ’90, il parlamento elegge in governo Eveline Widmer-Schlumpf.

L’UDC dichiara di non sentirsi rappresentata nell’esecutivo dai suoi membri Eveline Widmer-Schlumpf e Samuel Schmid, accusati di aver tradito gli interessi del partito, accettando la loro elezione dopo la bocciatura di Blocher. La maggiore forza politica svizzera passa all’opposizione.

In aprile la dirigenza nazionale dell’UDC chiede alla sezione grigionese di espellere Eveline Widmer-Schlumpf. La maggioranza dei delegati rifiuta.

Il 1° giugno l’UDC svizzera ufficializza l’esclusione dal partito di tutta la sezione grigionese. Dall’ala moderata di quest’ultima nasce il Partito borghese democratico (PBD), al quale aderisce anche Eveline Widmer-Schlumpf.

Il 2 giugno anche l’ala moderata della sezione bernese si pronuncia in favore della creazione di un nuovo partito. Alla sezione bernese del PBD aderisce il ministro della difesa Samuel Schmid.

Il 1° novembre le sezioni cantonali di Berna, Grigioni e Glarona fondano ufficialmente a livello nazionale il Partito borghese democratico.

Il 12 novembre, indebolito da continui attacchi politici, giunti in particolare dagli ex colleghi dell’UDC, Samuel Schmid annuncia che lascerà il governo a fine anno.

Il 10 dicembre, il parlamento elegge Ueli Maurer alla successione di Samuel Schmid. Il candidato dell’UDC diventerà l’anno prossimo il 111esimo consigliere federale della storia svizzera.

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