Blocher vuole essere risarcito
L'ex ministro svizzero di giustizia Christoph Blocher ritiene di essere stato vittima di un complotto che lo ha estromesso dall'esecutivo. Per questo motivo, ha confermato venerdì di avere sporto diverse denunce civili.
Le azioni legali sono segnatamente rivolte contro membri del Ministero pubblico della Confederazione e della commissione della gestione del consiglio nazionale, che hanno indagato sulle circostanze delle dimissioni dell’ex procuratore della Confederazione Valentin Roschacher.
Christoph Blocher ha querelato l’allora presidente della commissione Lucrezia Meier-Schatz; nel mirino dell’ex ministro di giustizia e polizia vi sono anche i consiglieri nazionali André Daguet e Hugo Fasel, in ragione del loro «ruolo di primo piano nella pubblicazione di informazioni menzognere e diffamatorie». Nei loro confronti sarà eventualmente avviata anche un’azione civile per lesioni della personalità.
Blocher, che ha pure presentato una denuncia penale per violazione del segreto d’ufficio e tentata coazione, ha confermato di aver richiesto risarcimenti finanziari.
Tuttavia, la giustizia potrà procedere contro i parlamentari soltanto se verrà tolta loro l’immunità: tale decisione spetta al parlamento. Se ciò non dovesse avvenire, l’ex ministro prevede di lanciare un’iniziativa popolare «per la protezione dei cittadini contro l’arbitrio dello Stato».
Preso atto delle denunce sporte dall’ex consigliere federale, la commissione di gestione del Consiglio nazionale ha espresso preoccupazione per le ripercussioni: «Se i membri devono temere di essere perseguiti, sorge il rischio che le commissioni non possano più funzionare», ha dichiarato la vicepresidente della commissione della gestione Maria Roth-Bernasconi.
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