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Crisi libica nelle mani della guida suprema

La controversia con la Libia è una delle questioni «più difficili» alle quali la Svizzera è attualmente confrontata all'estero, afferma il presidente della Confederazione Pascal Couchepin.

Il ritorno alla normalità delle relazioni tra Berna e Tripoli, in crisi dopo l’incarcerazione temporanea a Ginevra di uno dei figli di Gheddafi, dipende «dalla guida suprema libica», ha indicato domenica Pascal Couchepin in un’intervista all’Agenzia telegrafica svizzera.

Nel mese di luglio, Hannibal era stato arrestato assieme alla moglie in seguito ad una denuncia per maltrattamenti sporta da due ex domestici. La Libia aveva reagito annunciando una serie di provvedimenti, tra cui la sospensione delle forniture di petrolio, il ritiro degli averi libici in Svizzera e la cancellazione dei collegamenti aerei tra i due paesi.

La crisi non è rientrata nemmeno con il ritiro della denuncia da parte degli ex dipendenti di Gheddafi. Tripoli attende le scuse ufficiali svizzere per i «cattivi trattamenti» inflitti dalla polizia ginevrina.

Per il presidente della Confederazione, quella attuale è una delle vicende «più difficili» alla quale la Svizzera deve far fronte sul piano internazionale.

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