Critiche alle attività di spionaggio di Securitas
Le aziende di sicurezza private non devono più avere la possibilità di sorvegliare attività di carattere politico. Una misura in tal senso potrebbe essere contenuta di un concordato tra i cantoni.
La conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia sta lavorando ad un concordato intercantonale sull’attività delle aziende private di sicurezza, ha ricordato la vicepresidente della conferenza Karin Keller-Sutter sabato mattina ai microfoni della radio svizzera di lingua tedesca DRS.
Nel concordato potrebbe trovar posto una misura che metta un freno alle attività di spionaggio politico di servizi di sicurezza privati. La misura risponde alle polemiche suscitate dalla scoperta di attività in tal senso nel canton Vaud.
Venerdì anche i delegati della Federazione svizzera dei funzionari di polizia (FSFP) si erano detti «preoccupati e scioccati» sull’infiltrazione di organizzazioni politiche da parte di agenti della società privata Securitas. La FSFP chiede che la sicurezza rimanga sotto il controllo dello stato.
La ministra di giustizia Eveline Widmer-Schlumpf, ospite venerdì dell’assemblea dei delegati della FSFP, ha detto ai microfoni della radio svizzera di lingua francese RSR che occorre prima di tutto stabilire se si tratta di casi isolati o di una pratica abituale.
«Dobbiamo trovare soluzioni e una base legale per queste organizzazioni di sicurezza private», ha aggiunto Eveline Widmer-Schlumpf.
Dopo il caso di un’agente della Securitas infiltrata in un gruppo di lavoro dell’organizzazione Attac, su incarico della Nestlé, venuto alla luce in giugno, nei giorni scorsi è stato reso noto un secondo caso di infiltrazione, ai danni dell’organizzazione di difesa delle vittime di repressione poliziesca GAR di Losanna.
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