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Deputato nel mirino della giustizia

Il deputato socialista bernese Ricardo Lumengo dovrà rispondere in tribunale dell’accusa di frode elettorale, commessa durante le elezioni al Parlamento cantonale nel 2006. La procedura relativa all’elezione federale del 2007 si è invece conclusa con un non-luogo a procedere.

Ricardo Lumengo è accusato di aver compilato personalmente 44 schede elettorali in suo favore in occasione delle elezioni per il Gran Consiglio bernese (Parlamento). La data del processo non è ancora stata fissata.

Il politico contesta tuttavia l’accusa di frode elettorale e parla di un "errore". Avrebbe infatti aiutato alcuni elettori poco pratici a riempire le schede di voto, rispettando sempre la loro volontà. Il certificato elettorale sarebbe stato firmato dagli stessi elettori.

«In caso di condanna, prenderò in considerazione l’eventualità di dimettermi dalla carica di consigliere nazionale», ha precisato Lumengo.

Il Codice penale svizzero (art. 282) prevede una pena detentiva fino a tre anni o una pena pecuniaria per la frode elettorale, reato commesso, tra l'altro, da chiunque "altera il risultato" di una elezione o votazione "aggiungendo, cambiando, omettendo o cancellando schede elettorali o firme". Meno grave è il reato di incetta di voti: l'articolo 282bis punisce con la sola multa "chiunque raccoglie, riempie o modifica sistematicamente schede per un'elezione o votazione ovvero distribuisce schede siffatte".

Lumengo, giunto in Svizzera dall'Angola nel 1982 come richiedente l’asilo, ha ricoperto cariche politiche a tutti i livelli: comunale, cantonale e nazionale. È il secondo africano a sedere nel parlamento elvetico, dopo Tilo Frey nel 1971.

swissinfo.ch e agenzie


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