Evasione fiscale: dopo gli USA, il Canada
Il fisco canadese, incoraggiato dal successo degli Stati Uniti nella vicenda UBS, sta cercando di identificare i fondi nascosti in Svizzera.
Le autorità fiscali canadesi contano di ottenere informazioni da UBS, ha indicato venerdì sera il ministro federale delle imposte, Jean-Pierre Blackburn.
«Ciò che è successo negli Stati Uniti ci fa pensare che ci potrebbero essere molti canadesi che hanno nascosto i loro soldi all’estero senza dichiararli», ha riferito Blackburn.
A inizio settembre, ha annunciato, è previsto un incontro con rappresentanti della banca svizzera, per interrogarli su eventuali casi di evasione fiscale. E se UBS dovesse rifiutarsi di collaborare, «ci rivolgeremo alla giustizia».
La settimana scorsa, Svizzera e Stati Uniti sono giunti ad un accordo che prevede la trasmissione, da parte di UBS, dell’identità dei titolari di 4’450 conti bancari.
«Non sappiamo ancora quante persone abbiano fatto ricorso ai paradisi fiscali», ha puntualizzato Jean-Pierre Blackburn, aggiungendo che da quando il caso UBS è stato mediatizzato i suoi servizi sono stati contattati da almeno sette canadesi, desiderosi di dichiarare redditi in precedenza sconosciuti.
swissinfo.ch e agenzie
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