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Fondi Mobutu: forse una soluzione

Il Consiglio federale ha prolungato fino al 28 febbraio il blocco dei fondi dell'ex dittatore congolese. La Repubblica democratica del Congo è disposta a collaborare affinché i 7,7 milioni di franchi di Mobutu vadano allo stato e non agli eredi.

Il blocco degli averi di Mobutu è stato deciso nel 1997 e rinnovato nel 2006 con scadenza al 15 dicembre 2008. Fino a qualche giorno fa sembrava che il denaro dovesse andare agli eredi dell’ex dittatore e non allo stato, ovvero ai cittadini vittime del malgoverno di Mobutu.

La Repubblica democratica del Congo (RDC), infatti, non aveva provveduto a nominare un legale in Svizzera, facendo di fatto fallire la procedura di assistenza giudiziaria per la restituzione degli averi bloccati.

«Questa settimana ci sono stati dei negoziati in seno al governo di Joseph Kabila», ha spiegato a swissinfo Max Mader, dell’Azione piazza finanziaria svizzera. «È stata scelta la via dell’assistenza giudiziaria. Una scelta approvata anche da uno degli eredi, François Nzanga Mobutu, vice primo ministro del governo congolese».

La RDC ha informato la Svizzera di questa decisione il 9 dicembre. Il primo ministro congolese ha affermato di aver incaricato a un avvocato svizzero di avviare al più presto le procedure necessarie. I costi e gli onorari saranno a carico della Direzione svizzera dello sviluppo e della cooperazione.

Per evitare il ripetersi di casi del genere, il 5 dicembre scorso il Dipartimento federale degli affari esteri è stato incaricato dal Consiglio federale di elaborare una nuova legge per la restituzione di somme di provenienza illecita agli stati d’origine dei dittatori.

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