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Gaza: Berna esorta alla calma

La Svizzera condanna sia i lanci di razzi dalla Striscia di Gaza verso Israele, sia la "reazione sproporzionata" dello Stato ebraico. Berna esorta le parti alla calma.

In un comunicato diramato sabato, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) definisce “i recenti avvenimenti” come “gravi violazioni del diritto umanitario”. I lanci di razzi contro il territorio dello Stato ebraico, che ha causato la morte di una persona, “rappresentano una minaccia intollerabile alla popolazione civile israeliana”, rilava il DFAE.

Berna riconosce il diritto di Israele di difendersi e di protegge la propria popolazione, ma “ciò deve essere fatto nel rispetto del diritto umanitario e secondo il principio della proporzionalità”, puntualizza Berna.

La Confederazione ritiene peraltro che il blocco israeliano ai punti d’accesso a Gaza ostacola i soccorsi ai feriti. Esige perciò “il ripristino immediato dell’accesso umanitario alla Striscia”.

Quale Stato depositario e firmatario delle Convenzioni di Ginevra, la Svizzera ricorda a entrambe le parti l’obbligo di rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario. Questo vieta in particolare gli atti di violenza contro i civili.

L’operazione “piombo fuso”, lanciata sabato poco prima di mezzogiorno dall’esercito israeliano, ha causato circa 200 morti e altrettanti feriti, secondo quanto riferito da fonti mediche palestinesi. L’offensiva è rivolta contro gli estremisti islamici di Hamas. La maggior parte dei morti sarebbero agenti di polizia, ma sembra che tra le vittime vi siano anche donne e bambini. Sabato in serata gli attacchi non erano ancora cessati.

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