Guantanamo: pochi detenuti in Svizzera
Se la Svizzera decidesse di accogliere ex prigionieri di Guantanamo, dovrebbe aspettarsi al massimo due o tre casi. È l'opinione di Manfred Nowak, relatore speciale dell'ONU sulla tortura.
Mercoledì, il governo elvetico si era detto pronto a valutare la possibilità di ospitare alcuni ex detenuti del carcere statunitense, dopo che il presidente Barack Obama aveva annunciato l’intenzione di chiudere la contestata prigione sull’isola di Cuba.
Secondo il relatore speciale dell’ONU sulla tortura, l’austriaco Manfred Nowak, soltanto pochissimi di loro giungerebbero però realmente nella Confederazione. In un’intervista pubblicata giovedì dal Tages Anzeiger, egli ha infatti sottolineato che il centinaio di persone alle ricerca di un paese sicuro dovrebbe essere ripartito in base alla popolazione: «Un piccolo paese dovrebbe accoglierne al massimo due o tre».
Lo stesso Nowak è direttamente implicato nella ricerca di paesi d’asilo. Il relatore speciale ha inoltre ricordato che – durante la guerra in Bosnia – numerosi paesi, tra cui la Svizzera, avevano accolto decine di migliaia di rifugiati per un certo periodo. «Ora si tratta soltanto di un centinaio di persone: non riesco a capire perché non si riesca a trovare una soluzione».
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