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«La crisi è un’opportunità»

Nella sua allocuzione televisiva in occasione della Festa nazionale, il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz ha affermato che le difficoltà attuali costituiscono un incentivo a riflettere e migliorarsi.

A causa della recessione, ha affermato il consigliere federale, non tutti hanno voglia di festeggiare e chi è in difficoltà chiede aiuto allo Stato. Tuttavia, ha aggiunto, non è realistico pensare di sovraccaricare gli enti pubblici: le istituzioni sociali possono mitigare l’attuale recessione, ma non sono certo in grado di porvi rimedio da sole poiché «la nostra economia dipende infatti dai mercati esteri».

Occorre così trovare le risorse in sé stessi e «riconoscere i nostri eccessi», ammettendo che ora occorrono più semplicità e disponibilità. Bisogna «infondere coraggio all’economia e rilanciare l’innovazione», sostiene Merz. «La crisi è un’opportunità», ha riassunto. La Svizzera, ha puntualizzato, è comunque ben lontana dalla catastrofe economica e sociale: in fondo al tunnel già si intravvede la luce.

Il presidente della Confederazione si è anche rivolto agli svizzeri residenti all’estero, chiedendo loro di continuare a diffondere un’immagine positiva del paese a livello internazionale, incarnandone le qualità.

A Zurigo, la ministra dell’economia Doris Leuthard ha fatto eco a Merz, esortando i cittadini elvetici a dare prova di maggiore senso civico. A suo parere, per molte persone «il pronome “noi” si è ridotto negli ultimi tempi a un semplice “io”».

La Svizzera – ha concluso la consigliera federale – deve fronteggiare una recessione proveniente dall’esterno: «se vogliamo uscirne rafforzati dobbiamo tornare al “noi”, cioé a una collaborazione tra economia, politica e società».

Messaggio analogo da parte della ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey, intervenuta a Windisch (cantone di Argovia): «Il nostro Stato sociale ha sempre aiutato e continuerà ad aiutare i deboli e i poveri. Insieme siamo più forti».

La crisi economica – ha dichiarato la consigliera federale – tocca direttamente o indirettamente tutta la popolazione elvetica: in questo contesto, paura o ottimismo eccessivi sono cattivi consiglieri. La Svizzera deve invece rammentarsi delle proprie virtù: umiltà, prudenza, apertura, affidabilità e solidarietà.

Il programma del consigliere federale Ueli Maurer è stato assai intenso: sei discorsi, il primo dei quali venerdì sera. Gli attacchi contro la Svizzera, secondo il ministro della difesa, sono «la conseguenza delle libertà che abbiamo e che all’estero ci invidiano». La ministra di giustizia Eveline Widmer-Schlumpf ha dal canto suo ricordato che «la Svizzera non sarebbe quello che è» senza contatti fuori dai propri confini.

Il ministro dei trasporti Moritz Leuenberger e il dimissionario Pascal Couchepin, ministro dell’interno, hanno trascorso il 1° agosto senza interventi pubblici.

swissinfo.ch e agenzie

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