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La Turchia protesta contro la prima cittadina

L'ambasciata turca in Svizzera ha inviato una lettera di protesta alla presidente della Camera bassa Chiara Simoneschi-Cortesi per le opinioni espresse sul massacro armeno tra il 1915 e il 1917, all'epoca dell'impero ottomano.

A destare malumore è stato il discorso tenuto davanti all’associazione Svizzera-Armenia il 24 aprile a Ginevra, in occasione della giornata della memoria. Secondo i rappresentanti diplomatici turchi, il pensiero espresso dalla deputata democristiana non rispetta la posizione ufficiale del governo svizzero su questa spinosa questione.

Chiara Simoneschi-Cortesi ha confermato l’esistenza della lettera – rilevata dalla NZZ am Sonntag – ma ha precisato che il suo discorso era perfettamente in linea con la posizione del Consiglio nazionale (Camera bassa) che nel 2003 aveva accettato un postulato sul riconoscimento del genocidio armeno (oltre 1,5 milioni di morti) da parte dell’Impero Ottomano.

Le relazioni tra Svizzera e Turchia sono state caratterizzate da alti e bassi nel recente passato. Ankara non aveva gradito la decisione presa nel 2003 del Consiglio nazionale e, due anni più tardi, si era nuovamente irritata a causa del procedimento per negazionismo avviato contro il politico turco Dogu Perincek. Il nazionalista era stato condannato dalla giustizia vodese, sentenza poi confermata nel dicembre 2007 dalla Corte suprema svizzera.

La vertenza aveva avuto anche un colpo di scena nell’ottobre 2006: l’allora ministro di giustizia e polizia Christoph Blocher, in visita in Turchia, aveva criticato l’articolo del Codice penale svizzero che reprime la discriminazione razziale e le affermazioni negazioniste. Le sue affermazioni avevano suscitato un polverone. Il governo svizzero ha sempre difeso quella norma.

swissinfo.ch e agenzie

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