No al blocco della Striscia di Gaza
La Svizzera chiede la fine del blocco per le organizzazioni umanitarie. La popolazione della Striscia ha bisogno di cure mediche e prodotti alimentari che al momento non possono essere forniti.
Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) invita le parti in conflitto a rispettare il cessate il fuoco e le norme del diritto internazionale umanitario.
In una nota, il DFAE esprime preoccupazione per le conseguenze umanitarie causate dal rafforzamento del blocco della Striscia e chiede che il lavoro delle organizzazioni umanitarie non venga ostacolato.
La Svizzera sostiene le attività umanitarie del PAM, dell’UNRWA (l’agenzia Onu per i profughi palestinesi) e del CICR a Gaza tramite la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). La DSC fornisce inoltre sostegno a diverse organizzazioni non governative palestinesi che operano in settori dell’istruzione, della salute mentale e dei diritti umani. A causa delle violenza in corso, le loro attività sono in gran parte state interrotte. L’ufficio di Gerusalemme della DSC è comunque in contatto quotidiano con i suoi partner.
Il dipartimento ha anche condannato gli attacchi missilistici lanciati dalla Striscia di Gaza, che per la popolazione civile di Israele sono «un insopportabile tormento e una violazione del diritto internazionale umanitario».
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