No al progetto di corsi di ripetizione all’estero
Nessun soldato di milizia sarà tenuto a compiere corsi di ripetizione all'estero. La decisione di mercoledì della Camera del popolo ha affossato definitivamente il progetto del Consiglio federale.
La Camera del popolo (Consiglio Nazionale) ha bocciato il progetto difeso dal governo con 108 voti contro 63, rifiutandosi di seguire la soluzione proposta dalla Conferenza di conciliazione. L’intera revisione della legge sull’esercito – accettata a tre riprese dall’altra camera del Parlameno, il Consiglio degli Stati – è così stata definitivamente affossata.
La proposta di obbligare soldati di milizia, professionisti e impiegati civili del Dipartimento della difesa a trascorrere un periodo di servizio fuori dai confini nazionali è stata osteggiata da un’insolita alleanza tra la sinistra e l’Unione democratica di centro (destra nazional conservatrice)
Con la decisione odierna, la Camera del popolo ha posto fine a un dibattito lanciato dall’allora consigliere federale Samuel Schmid. L’ex ministro della difesa voleva poter obbligare certi militi a seguire corsi di formazione al di fuori dei confini nazionali. Attualmente, ciò è consentito soltanto alle truppe dell’aviazione.
L’idea del governo federale prevedeva d’inviare delle truppe blindate o di artiglieria all’estero per poter svolgere delle esercitazioni su larga scala. La Svizzera manca in effetti di piazze d’addestramento e di tiro abbastanza vaste per permettere esercitazioni interarmi.
swissinfo.ch e agenzie
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