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La sanità svizzera dichiara guerra alla pubblicità sul tabacco

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Di solito è durante l'adolescenza che si inizia a fumare. Perciò i giovani sono particolarmente presi di mira dalla pubblicità dell'industria del tabacco: un'iniziativa popolare chiede ora di vietarla in Svizzera. Keystone


Il braccio di ferro sul divieto della pubblicità per prodotti di tabacco che raggiunge la gioventù, in Svizzera si gioca ora con il popolo. Di fronte alle ferme resistenze parlamentari, numerose organizzazioni della sanità si sono coalizzate e hanno imboccato la via della democrazia diretta per cercare di ottenere il bando.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 marzo 2018 - 14:30
Sonia Fenazzi, testo, e Kai Reusser, infografica

L’alleanza di operatori sanitari, capeggiata dai medici di famiglia e dell’infanzia, ha lanciato martedì un’iniziativaLink esterno popolare denominata "Sì alla protezione dei fanciulli e degli adolescenti dalla pubblicità per il tabacco". Il testoLink esterno prevede che Confederazione e Cantoni promuovano la salute di "fanciulli e adolescenti" e che sia proibita "ogni forma di pubblicità per i prodotti del tabacco" che li raggiunge.

Di fatto, ciò si tradurrebbe in un divieto di praticamente tutta la pubblicità per il tabacco (nelle strade, sui giornali, nei cinema, ad eventi, ecc.), perché gli spazi in cui essa non è accessibile ai minorenni sono rari.

Proporzioni di fumatori in Svizzera, nel 2016, rispetto all'insieme della popolazione. swissinfo.ch

Preoccupate dall’aumento del consumo di tabacco tra i giovani adulti registrato negli ultimi anni, le organizzazioni della sanità vogliono abolire la pubblicità per il tabacco, poiché si tratta di "un importante fattore di cui tenere conto" nella prevenzione.

I promotori dell’iniziativa puntano l’indice contro la maggioranza del parlamento svizzero che nel 2016 "non si è assunta le proprie responsabilità e ha respinto il disegno di legge sui prodotti del tabacco". E il progetto preliminareLink esterno di legge, messo nel frattempo in consultazione dal governo federale, che tiene conto delle modifiche chieste dal parlamento "serve solo gli interessi dell’industria del tabacco".

Da notare, che la Svizzera è sede di colossi di tale industria e dunque la lobby del tabacco ha un forte peso.

L’ampia adesione di organizzazioni della sanità, fa comunque ben sperare l’associazione Medici di famiglia e dell’infanzia Svizzera (mfeLink esterno), che è all’origine dell’iniziativa. Secondo i suoi rappresentanti, si tratta di "un segnale forte per i cittadini svizzeri", sulla cui risposta sono fiduciosi.

La raccolta delle centomila firme necessarie, entro 18 mesi, per la riuscita dell’iniziativa, solitamente non è facile. Ma i medici di famiglia e dell’infanzia vantano un’esperienza positiva che dimostra la loro capacità trainante nel campo della democrazia diretta: l’iniziativa che avevano lanciato nel 2009 per promuovere la loro specialità medica era stata sottoscritta da oltre 200mila cittadini nel giro di sei mesi.

I promotori l'avevano in seguito ritirata a favore di un controprogetto che soddisfaceva le loro richieste. Alle urne, nel maggio 2014, questo è stato approvato da quasi nove votanti su dieci.

Questa iniziativa di certo sarà un importante mezzo di pressione sul parlamento. Non è escluso che la futura legge federale sui prodotti del tabacco, attualmente in fase di elaborazione preliminare, diventi un controprogetto all’iniziativa, se questa raccoglierà le firme necessarie per portarla al voto.

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