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Democrazia diretta in Svizzera

Sì liberale-radicale alla libera circolazione

L'assemblea dei delegati del partito liberale-radicale svizzero (PLR), riunita sabato a Neuchâtel, si è espressa all'unanimità in del rinnovo e dell'estensione a Bulgaria e Romania dell'accordo con l'Unione europea sulla libera circolazione delle persone.

Il tema – sui cui si voterà l’anno prossimo, sempre che riesca il referendum – è stato illustrato ai delegati dal deputato Johann Schneider Ammann, che ha sottolineato gli effetti benefici per l’economia svizzera dei patti bilaterali negoziati con Bruxelles.

Ampi consensi ha raccolto anche il programma volto a favorire la ristrutturazione e l’efficienza energetica degli immobili, attraverso agevolazioni fiscali. Una soluzione, secondo il PLR, che contrasterà il rallentamento congiunturale e sosterrà la creazione di nuovi posti di lavoro.

Respinta invece l’idea di destinare al risanamento degli edifici una parte degli introiti della tassa sul C02. Il partito si è anche schierato per una più incisiva compensazione del drenaggio fiscale, o “progressione a freddo”, il fenomeno per cui un contribuente, a parità di reddito reale, si ritrova sottoposto a una maggiore pressione tributaria per il solo effetto dell’inflazione.

I lavori sono stati aperti dal presidente Fulvio Pelli, che ha invitato i delegati a sostenere senza riserve la progettata fusione tra il PLR e il Partito liberale svizzero.

Pelli, nel suo discorso inaugurale, ha inoltre severamente criticato la consigliera federale Micheline Calmy-Rey, la cui politica estera non serve gli interessi della Svizzera, e il ministro dei trasporti Moritz Leuenberger, sceso in campo di recente per combattere l’iniziativa, dello stesso PLR, volta a limitare il diritto di ricorso delle associazioni ambientaliste.

Una frecciata anche al ministro della difesa Samuel Schmid, per la sua politica di comunicazione nello scandalo che ha investito l’ex capo dell’esercito Roland Nef.

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