Schmid difende l’esercito dal Kosovo
Nel corso di una visita ai militi della Swisscoy, dislocati al servizio della forza internazionale di stabilizzazione del Kosovo, il ministro della difesa ha denunciato "certi media" in Svizzera, che riferiscono in modo "incompetente e perfino in malafede" su quanto fanno le forze armate.
Certe critiche nei confronti di tutto l’esercito “sono sbagliate e false. Le forze armate forniscono un lavoro eccellente, sia in Svizzera che in Kosovo”, ha detto il responsabile del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), visitando il campo austro-svizzero “Casablanca”, a Suva Reka (tra Prizren e Pristina), dove è stazionato il 19esimo contingente Swisscoy.
Giuseppe Emilio Gay, attuale comandante della Kfor, ha confermato a Schmid la buona qualità dell’opera dell’esercito elvetico in Kosovo. Il generale di corpo d’armata italiano ha fra l’altro invitato la Confederazione a mettere a disposizione un numero maggiore di elicotteri per la missione militare delle Nazioni Unite guidata dalla NATO (forte di 16’000 uomini). Un maggior numero di soldati svizzeri non è invece necessario, ha aggiunto Jean-Blaise Defago, portavoce del DDPS.
La Swisscoy è attiva nell’area della Task Force multinazionale Sud sotto la responsabilità dell’esercito tedesco, ma può essere impiegata in tutto il Kosovo. Comprende 208 militari armati di pistola e fucile d’assalto per l’autodifesa, suddivisi in una compagnia di fanteria e in una di supporto a favore del battaglione di manovra Dulje. Per il momento, si ignora quanto a lungo i soldati stranieri rimarranno ancora in Kosovo. L’impiego della Swisscoy è stato prorogato quest’anno dal parlamento per altri tre anni, fino al 2011.
Davanti alle truppe, Schimd ha ribadito di essere dispiaciuto che, il parlamento – per la prima volta nella storia – abbia bocciato nel marzo 2005 il nuovo programma d’armamento, a causa dell’acquisto di due aerei da trasporto (109 milioni di franchi). Questi velivoli avrebbero potuto fornire buoni servizi per le operazioni di mantenimento della pace, ha affermato il consigliere federale, secondo il quale vi sarebbero però segnali di un cambiamento di mentalità da parte delle Camere sulla questione.
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