Schmid tra Cina e Paralimpiadi
A Pechino per assistere ai Giochi paralimpici, il ministro della difesa Samuel Schmid ha lasciato a casa le polemiche sul suo operato e ha studiato nuove vie di collaborazione con la Cina.
«Sono venuto qui per onorare gli atleti handicappati; sono molto impressionato e pieno di rispetto per i loro sforzi», ha dichiarato il capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) al termine della sua visita in Cina.
Dopo la fantastica cerimonia di apertura dei Giochi, Schmid ha assistito a varie competizioni di tennis e di atletica; poco prima di fare ritorno a Berna ha visto anche le «belle prestazioni» di Magali Comte e Philippe Horner nel tiro con l’arco.
Ma non si è trattato solo di un soggiorno sportivo. Schmid ha incontrato il suo omologo cinese dello sport, Liu Peng. Pechino è parsa interessata a porre l’accento, come avviene in Svizzera, sulla promozione sportiva rivolta a tutta la popolazione e non soltanto allo sport professionistico. Dal canto suo, Schmid conta di inviare in Cina atleti professionisti, con l’obiettivo di completare la loro formazione.
Dagli altri appuntamenti del consigliere federale è emerso l’interesse delle autorità cinesi per certe specializzazioni elvetiche, «in particolare nella formazione dei soldati; sono molto interessati ai nostri simulatori», ha dichiarato Schmid. Ma i cinesi guardano alla Svizzera anche nell’istruzione dei cani guida, di quelli di salvataggio, e nei rifugi della protezione civile.
Una volta a Berna, Schmid dovrà affrontare questioni aperte connesse alla vicenda Nef. «Siamo abituati a dare risposte a situazioni da noi stessi create», ha commentato il consigliere federale.
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