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UBS: gli ex-dirigenti denunciati dal Partito socialista

Il Partito socialista svizzero accusa gli ex responsabili dell'UBS Marcel Ospel e Peter Kurer di gestione sleale e di complicità in frode fiscale nell'ambito delle attività statunitensi dell'azienda.

Subito dopo la conclusione dell’accordo extragiudiziario tra Berna e Washington in merito al contenzioso tra UBS e fisco americano, il Partito socialista (PS) ha indirizzato una lettera al Ministero pubblico del Canton Zurigo, chiedendo di avviare una procedura penale. Così facendo, il PS ha affermato venerdì di voler «chiarire definitivamente la vicenda sul piano giuridico».

Secondo il PS, infatti, «molti aspetti restano ancora oscuri nella misura in cui il governo svizzero persiste nel non voler rivelare nulla sulla natura e la portata degli accordi». Il partito denuncia in particolare il «culto del segreto» da parte dell’esecutivo. Secondo il presidente socialista Christian Levrat, «tutto lascia supporre che questa mancata informazione nasconda qualcosa».

I socialisti sospettano la banca di aver deliberatamente violato il diritto svizzero. Ne sono la prova – a loro parere – le indiscrezioni giornalistiche secondo le quali la Svizzera dovrebbe fornire alla giustizia americana fino a 5’000 nomi di clienti. Di conseguenza, sostengono, occorre determinare la portata delle responsabilità della direzione dell’UBS.

Il PS vuole contemporaneamente agire a livello politico: esige che l’obbligo di diligenza delle banche sia ampliato e ancorato nella legge. L’aiuto all’evasione fiscale deve infatti essere punito sia nella Confederazione sia all’estero, concludono i socialisti.

In una nota diffusa venerdì, l’ex presidente del consiglio di amministrazione di UBS Peter Kurer ha definito «infondate» le accuse socialiste, aggiungendo che diverse istanze svizzere e straniere si sono già occupate della questione. UBS non ha invece voluto commentare la denuncia.

La procura zurighese dal canto suo ha indicato di aver avviato un’inchiesta preliminare già un anno e mezzo fa: la denuncia del PS confluirà quindi in tale procedimento, ha dichiarato all’Agenzia telegrafica svizzera il procuratore pubblico Peter Pellegrini.

swissinfo.ch e agenzie

UBS potrebbe essere costretta a rimborsare i costi assunti dalla Confederazione nei negoziati con le autorità statunitensi. «Naturalmente siamo pronti a pagare le spese legate al procedimento, qualora la Confederazione dovesse chiedercelo», ha indicato venerdì un portavoce di UBS.

La ministra della giustizia Eveline Widmer-Schlumpf ha dichiarato alla Radio romanda che, prima di parlare del contributo finanziario da parte di UBS, va tuttavia stabilita una base legale.

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