Un no di sinistra
Il rinnovo dell'accordo con l'UE sulla libera circolazione delle persone e la sua estensione a Bulgaria e Romania è ora osteggiato anche da sinistra. Sul tema si voterà l'8 febbraio.
Un gruppo di 24 persone della Svizzera francese – sindacalisti, socialisti e militanti di organizzazioni operaie – ha costituito sabato un comitato di opposizione. Esso sostiene che l’accordo con l’Unione europea (EU) mira in realtà “al libero sfruttamento dei lavoratori”. L’intesa con Bruxelles, malgrado le misure di accompagnamento, ha prodotto dumping salariale e limitato i diritti sindacali, aggiunge il comitato.
Quest’ultimo farà campagna all’interno delle sezioni regionali del partito socialista e dei sindacati, ma anche all’esterno, cercando di sensibilizzare l’elettorato.
Il comitato intende reclutare aderenti anche nel resto della Svizzera. “Vogliamo superare al più presto le frontiere linguistiche”, ha detto uno dei suoi fondatori, il sindacalista neocastellano Michel Gindrat.
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