Una politica moderata che punta al compromesso
Corina Eichenberger, deputata liberale radicale, è una tipica politica svizzera, che per molti significa mettere in pratica il valore del sistema politico bastato sul rispetto e sul compromesso.
All’opera da un anno sotto la Cupola di Palazzo federale, la consigliera nazionale Corina Eichenberger traccia un bilancio della sessione autunnale, caratterizzata da vivaci e aspre discussioni sul programma di armamento e sul destino del ministro della difesa Samuel Schmid.
La sua poltrona di deputata è situata nel bel mezzo del semicerchio della Camera del popolo. E politicamente nel mezzo la situano diversi sui colleghi. Una coincidenza di cui prende atto per la prima volta e che la fa sorridere.
“Sarei confrontata con un grande dilemma se uno dei miei due impegni – vita politica e vita privata – prendesse più peso o importanza rispetto all’altro”. Con questa affermazione Corina Eichenberger mostra quanto per lei sia importante l’equilibrio, illustrando nel contempo la predilezione per il ruolo di mediatore e di legale. “Forse – sottolinea in modo scherzoso – è perché sono nata in ottobre, sotto il segno della Bilancia”.
La sua appartenenza al Partito liberale radicale (centro destra) è piuttosto legata all’idea tradizionale di famiglia, ai valori del liberalismo e di apertura promossi e sostenuti dalla propria area di riferimento.
Lo specchio della mentalità svizzera
Come la maggioranza dei politici svizzeri, la carriera di Corina Eichenberger è iniziata quando ha deciso di essere maggiormente presente nella comunità. Madri di due figli, era stata contattata dal Partito liberale radicale alla ricerca di candidati per il Gran Consiglio argoviese. “È il motivo – sottolinea la deputata – che mi ha spinto a entrare in politica”.
All’interno del partito Corina Eichenberger si è subito fatta apprezzare, guadagnandosi il rispetto anche degli altri partiti. Una carriera rapida, culminata con la presidenza del Gran Consiglio per un anno. La sua elezione nel Parlamento federale, esattamente un anno fa, ha però reso la sua vita un po’ più complicata. Ma le sue convinzioni e il suo approccio politico, come confermano i colleghi, sono rimasti invariati.
Passare dalla politica cantonale a quella federale, è un passo impegnativo. All’inizio non è stato facile, anche a causa della presenza dei media. Ma ora Corina Eichenberger si muove perfettamente a suo agio.
Non ama essere considerata come una semplice rappresentante di un gruppo di interessi; il suo credo politico, basato su solidi principi, riflette la mentalità svizzera. “La storia dimostra che il nostro paese multiculturale – annota Eichenberger – sopravvive perché la gente è capace di costruire compromessi, cercare il consenso basato sul rispetto delle altrui opinioni”.
Poco incline alla spettacolarizzazione
“Fare politica a livello nazionale – spiega la deputata – è una bella esperienza e mi rallegro di questa opportunità. I temi sono molto diversi, ma occorre specializzarsi per intervenire in modo competente”. Il Partito liberale radicale ha deciso di affidarle il dossier sulla sicurezza e le armi. Un tema, quello della sicurezza, che nel corso della sessione autunnale ha avuto un peso rilevante.
Ma che bilancio trarre dalla sessione appena conclusa? “Si è trattato di una sessione che ha portato buon risultati, se si considera come il Parlamento – commenta Eichenberger – ha discusso del programma di armamento. È comunque deludente constatare come la destra e la sinistra abbiano complottato contro il ministro della difesa, malmenando l’esercito in quanto istituzione”.
La consigliera nazionale preferisce discutere sui fatti. “Certo, è meno spettacolare. Non cerco i titoli dei giornali o le luci della ribalta, preferisco ottenere qualcosa senza fare troppo rumore”.
Corina Eichenberger, 54 anni, è totalmente presa dalla sfida di conciliare le sue attività di avvocata, quella di parlamentare e di madre. Ed accarezza l’idea di poter lavorare all’estero. “Sono troppo vecchia per pensare di ottenere un impiego in uno studio legale, ma l’idea di mettermi al servizio di un’organizzazione internazionale mi attira moltissimo”.
swissinfo, Urs Geiser
(traduzione e adattamento dall’inglese Françoise Gehring)
Corina Eichenberger ha 54 anni, è madre di due figli, è avvocata e mediatrice legale. Si è specializzata nel diritto di famiglia. Lavora per uno studio legale con sede a Basilea.
È stata membra del Gran consiglio di Argovia per 14 anni prima di essere eletta in Consiglio nazionale nel 2007.
Tra i suoi hobby spiccano i viaggi, l’opera, la letteratura e l’arte.
Secondo Corina Eichenberger, gli svizzeri all’estero contribuiscono a creare un ponte tra la Svizzera e il resto del mondo.
Riconosce l’interesse degli Svizzeri all’estero per un seggio in Parlamento, ma è scettica sull’idea delle quote o di seggi garantiti. Sostiene l’introduzione del voto elettronico, ma occorre trovare la migliore soluzione.
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