AI: lotta alle truffe oltre confine
La Svizzera vuole sorvegliare chi froda l'Assicurazione invalidità anche all'estero. Controlli sperimentali sono stati messi in atto in Kosovo e Thailandia, due paesi in cui il potenziale di abusi è ritenuto importante.
Se questo progetto pilota – per ora limitato a sei mesi – fornirà buoni risultati, la lotta alle truffe ai danni dell’Assicurazione invalidità (AI) sarà estesa ad altri paesi del mondo, in collaborazione con partner specializzati. Per la fase d’osservazione in corso sono state incaricate la ditta Société Générale de Surveillance SA (SGS) per la Thailandia e la ditta AVUS per il Kosovo.
La Confederazione prosegue la sua politica di «tolleranza zero» contro eventuali truffatori dell’assicurazione invalidità (AI) residenti all’estero, compiendo un passo supplementare. Con l’estensione dei controlli all’estero, la Confederazione si muove in un «terreno sconosciuto», ha affermato venerdì in una conferenza stampa il vicedirettore dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) Alard du Bois-Reymond
Circa 340 beneficiari di rendite AI, di cui 300 svizzeri, vivono in Thailandia. In Kosovo, circa 300 persone, quasi tutte della regione, percepiscono una rendita AI.
Nel gennaio 2008 sono state versate all’estero 59’000 rendite AI per un totale di 49 milioni di franchi, il che corrisponde rispettivamente al 15% di tutte le rendite AI e all’11% delle spese complessive per le rendite. I beneficiari di rendite si suddividono in due categorie: gli svizzeri partiti all’estero e gli assicurati di origine straniera ritornati nel loro paese.
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