Contadini sul piede di guerra
Il basso prezzo del latte sta provocando le ire dei produttori, che negli ultimi giorni hanno moltiplicato le azioni di protesta. Domenica circa 150 agricoltori al volante dei loro trattori hanno manifestato a Losanna.
Come in molti altri paesi europei, anche in Svizzera il mondo contadino è in fermento.
“Sia per il prezzo del latte, per quello dei cereali o della carne, tutto sta andando a rotoli”, ha dichiarato domenica durante la manifestazione a Losanna Eric Ramseyer, copresidente della commissione latte del sindacato agricolo Uniterre.
Nella capitale vodese, circa 150 agricoltori hanno dimostrato al volante dei loro trattori davanti al Comptoir Suisse, una delle più grandi fiere svizzere.
Da mercoledì, azioni di protesta sono state organizzate in diverse località svizzere. Sabato, nei cantoni di Giura e Vaud, dei produttori hanno venduto il latte direttamente ai passanti.
L’associazione svizzero tedesca BIG-M ha dal canto suo seguito il movimento partito dalla Romandia e ha lanciato un appello allo sciopero. Circa 400 contadini hanno già cessato le forniture, ha indicato sabato l’organizzazione.
Il mercato del latte è sotto forte pressione da alcuni mesi, in particolare dalla fine del regime di contingentamento lattiero il primo maggio scorso. Dopo 32 anni durante i quali era il governo a decidere le quantità che ogni produttore doveva fornire, i contadini oggi possono inondare il mercato a loro piacimento e i grandi distributori hanno gioco facile per rendere la concorrenza più accanita. Di conseguenza i prezzi sono crollati.
swissinfo.ch e agenzie
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