Couchepin giustifica le misure contro il PKK
Durante la sua visita ad Ankara, Pascal Couchepin ha difeso il giro di vite deciso dal governo svizzero nei confronti del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK), bandito in Turchia.
In seguito ai recenti attentati incendiari commessi in Svizzera contro persone e associazioni turche, attribuiti proprio al PKK, il Consiglio federale ha annunciato mercoledì dei provvedimenti restrittivi contro i simpatizzanti di questa organizzazione. «I turchi avrebbero probabilmente preferito un divieto incondizionato del PKK, ma sono coscienti che la realtà in Svizzera è assai diversa», ha dichiarato Pascal Couchepin alla radio svizzera-romanda.
Questi atti di violenza sono probabilmente la risposta al rifiuto, da parte di cittadini turchi, di pagare le cosiddette «mazzette», ha precisato il presidente della Confederazione. Tra le misure varate dal governo elvetico figura tra l’altro l’interdizione di raccoglierre fondi in Svizzera durante le festività curde , a meno che il denaro venga utilizzato per scopi umanitari.
In Turchia da venerdì, Pascal Couchepin incontrerà domani il presidente turco Abdullah Gül e in seguito il premier Recep Tayyip Erdogan. Martedì è inoltre prevista una cerimonia per celebrare gli 80 anni di relazioni diplomatiche tra i due paesi, incrinatesi negli ultimi anni a causa del controverso progetto della diga di Ilisu e del riconoscimento ufficiale da parte del Consiglio nazionale svizzero del genocidio armeno.
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