Da giovedì attivo in Svizzera il Sis
A partire da giovedì, polizia, guardie di frontiera e altri servizi potranno utilizzare in tutto la Svizzera il Sistema d'informazione di Schengen (Sis). Il buon funzionamento di questa struttura di ricerca è un passaggio obbligato per l'entrata in vigore dell'accordo di Schengen in Svizzera.
Il Sis – ha precisato lunedì la polizia federale (fedpol) in un comunicato – contiene dati relativi a persone ricercate, colpite da un divieto d’entrata o disperse e a oggetti rubati nei 25 Stati attualmente membri di Schengen.
Integrando questo sistema di ricerche nel lavoro quotidiano, ha sottolineato la fedpol, le forze di sicurezza elvetiche disporranno così di uno strumento che permetterà loro di lottare più efficacemente contro la criminalità transfrontaliera. Il Sis completa il sistema nazionale di ricerca Ripol.
La banca dati Sis è retta da direttive in materia di protezione dei dati: potranno pertanto essere trattate soltanto certe informazioni, accessibili unicamente a una ristretta cerchia di persone ed esclusivamente per i fini che hanno portato alla segnalazione, sottolinea la fedpol. I dati sono eliminati dopo un determinato periodo di tempo.
All’inizio di settembre, esperti dei paesi di Schengen esamineranno l’applicazione del Sis in Svizzera: una valutazione positiva è la condizione essenziale affinché la Confederazione sia integrata definitivamente nello spazio di Schengen.
Il trattato di Schengen è stato sottoscritto nel 1985. Gli accordi, che concernono i settori di giustizia e polizia, hanno fornito il quadro legale per l’abolizione dei controlli delle persone lungo le frontiere interne dell’Unione europea.
Per garantire la sicurezza, il trattato prevede un potenziamento dei controlli alle frontiere esterne dei paesi membri, una migliore collaborazione transfrontaliera tra gli organi di polizia e il coordinamento della lotta alla criminalità organizzata.
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