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Delegazione libica in Svizzera

La Svizzera continua a giocare la carta delle discussioni bilaterali per cercare uno sbocco alla crisi diplomatica con la Libia. Venerdì si è appreso che una delegazione del paese nordafricano è giunta la settimana scorsa per la prima volta in Svizzera.

Nei colloqui tenutisi a Berna e Ginevra da mercoledì 13 a sabato 16 agosto, la delegazione guidata dal segretario generale del ministero libico degli affari esteri, Khaled M. Kaim, ha incontrato tra l’altro il segretario di Stato Michael Ambühl, indica una nota diffusa venerdì dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

Si tratta della prima visita ufficiale di una delegazione libica in territorio elvetico, ha confermato all’ATS il portavoce del DFAE Jean-Philippe Jeannerat. I diplomatici svizzeri si sono invece già recati due volte a Tripoli in seguito alla crisi innescata dall’arresto temporaneo del figlio del leader libico Muammar Gheddafi, avvenuto il 15 luglio a Ginevra.

I due paesi hanno deciso di proseguire sulla via bilaterale, indica la nota del DFAE. «Sulle grandi linee è stato trovato un accordo, ma alcuni punti importanti devono ancora essere chiariti», prosegue la nota. Per il momento non è perciò possibile stabilire quanto tempo ci vorrà ancora per risolvere la questione, ammette il DFAE.

I due svizzeri, arrestati in Libia e poi rilasciati in cambio di una cauzione, non possono ancora lasciare il paese. Stanno bene e sono in contatto con le loro famiglie, precisa il DFAE. Il Dipartimento di Micheline Calmy-Rey continua intanto a sconsigliare ai cittadini elvetici i

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