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L’armonizzazione scolastica diventa realtà

Con l'insuccesso del referendum in Ticino contro il concordato sull'armonizzazione scolastica HarmoS, il numero di cantoni che vi aderiscono sale a dieci. Quanto basta perché il concordato possa essere applicato nei cantoni che lo hanno approvato.

Il parlamento del Canton Ticino ha approvato in febbraio con netta maggioranza il concordato sull’armonizzazione scolastica. Contro il progetto, i giovani UDC ticinesi hanno lanciato un referendum.

Lunedì, giorno della scadenza dei termini per la raccolta delle firme, si è appreso che le firme raccolte sono meno di 1000. Per riuscire, il referendum avrebbe dovuto essere firmato da almeno 7000 persone.

Grazie al Ticino, il numero di cantoni che hanno approvato HarmoS sale a dieci. Prima del Ticino, hanno già aderito Ginevra, Glarona, Giura, Neuchâtel, Sciaffusa, San Gallo, Vaud, Vallese e Zurigo. I cantoni di Lucerna, Grigioni, Turgovia e Nidvaldo hanno invece bocciato HarmoS in votazione popolare.

I dieci cantoni favorevoli all’armonizzazione possono ora procedere alla sua messa in pratica. Per farlo hanno sei anni di tempo. Se HarmoS dovesse essere approvato da 18 cantoni, il governo federale potrebbe decretarne l’applicazione in tutto il territorio svizzero.

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