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Libera circolazione: l’UDC cambia rotta

Dopo aver rinunciato a sostenere il referendum contro la libera circolazione, la direzione dell'UDC ha reso noto mercoledì che si opporrà al rinnovo dell'accordo con l'UE e alla sua estensione a Romania e Bulgaria.

La notizia è stata comunicata dal presidente dell’Unione democratica di centro Toni Brunner in un’intervista alla radio svizzero tedesca DRS.

In luglio l’assemblea dei delegati dell’UDC aveva deciso di non sostenere il referendum contro la libera circolazione delle persone lanciato dalla Lega dei Ticinesi, dai Democratici svizzeri e dai giovani UDC.

E ciò malgrado che all’interno del partito vi fosse una forte maggioranza di contrari all’estensione dell’accordo a Romania e Bulgaria.

L’UDC si era trovata con le mani legate, poiché il parlamento aveva deciso di associare la proroga dell’accordo coi vecchi membri dell’UE con la sua estensione a Romania e Bulgaria. In altre parole, votando ‘no’ al referendum previsto l’8 febbraio 2009, la popolazione respingerà non solo la libera circolazione con Romania e Bulgaria, ma anche l’intesa in vigore dal primo giugno 2002 e quindi tutto il primo pacchetto di accordi bilaterali, un’eventualità che finora non piaceva neppure all’UDC.

In luglio, l’ex consigliere federale Christoph Blocher aveva convinto i delegati a rinunciare a sostenere il referendum, evidenziando che l’attuale accordo è positivo per l’economia elvetica.

Secondo Toni Brunner, oggi anche l’ex ministro di giustizia e polizia ha cambiato idea ed è favorevole a combattere il rinnovo dell’accordo. L’ultima parola spetta ora all’assemblea dei delegati.

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