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Libera circolazione: un solo decreto

La proroga della libera circolazione delle persone con l'UE e la sua estensione a Bulgaria e Romania faranno parte di un unico decreto. In caso di referendum, l'elettorato dovrebbe accettare o tutto o niente.

Dopo un braccio di ferro fra le due Camere, alla fine giovedì il Consiglio nazionale (Camera bassa) ha accettato il progetto governativa, avallato dalla conferenza di conciliazione, con 119 voti contro 58 e 12 astensioni. In precedenza, il Consiglio degli Stati, che aveva sempre sostenuto la proposta governativa di un unico decreto, lo aveva accettato con 32 voti a 6.

Favorevole alla proroga ma contraria all’estensione dell’accordo a Bulgaria e Romania, l’Unione democratica di centro (UDC, destra nazional-conservatrice) si è battuta per due decreti separati. In tal modo avrebbe potuto combattere per via referendaria solo l’estensione. Così invece, il referendum che ha già preannunciato, sarà rivolto anche contro la riconferma dell’accordo.

Se l’elettorato si esprimesse contro il decreto governativo, tutto il pacchetto dei bilaterali I siglati con l’UE diverrebbe caduco sei mesi dopo il voto, a causa della cosiddetta clausola “ghigliottina” che lega tutte queste intese.

Il Nazionale (camera bassa del Parlamento) avrebbe inoltre voluto consentire all’elettorato, sette anni dopo l’entrata in vigore degli accordi in questione, di esprimersi ancora una volta tramite referendum facoltativo. Ma anche questa opzione è stata abbandonata.

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