Lista nera: la Svizzera critica l’OCSE
La Svizzera ha appreso soltanto giovedì di trovarsi sulla lista provvisoria dei «paesi non cooperativi in materia fiscale» redatta dall'OCSE, ha precisato sabato il ministro Hans-Rudolf Merz. Una manovra che ha irritato profondamente il governo.
Su richiesta dei paesi del G20, il segretariato dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo (OCSE) ha elaborato il cinque marzo una nuova bozza di lista nera, ha indicato il presidente della Confederazione in un’intervista a Le Temps. Berna ne è però stata informata soltanto giovedì. A questo punto, aggiunge Merz, non restava altra scelta che allentare il segreto bancario, allineandosi alle normative dell’OCSE.
La strategia messa a punto dall’OCSE ha però irritato profondamente Hans-Rudolf Merz e la collega di governo Doris Leuthard. In un’intervista alla radio svizzero-tedesca DRS, la ministra dell’economia svizzera accusa l’organizzazione di aver agito in modo poco trasparente. La Confederazione, pur essendo un paese membro, è stata informata dell’esistenza di una lista provvisoria soltanto dopo nazioni che non fanno parte dell’OSCE, ha aggiunto la Leuthard. A livello politico e secondo il diritto internazionale è un gesto «inaccettabile», ha poi dichiarato Merz alla televisione svizzero-tedesca SF.
Doris Leuthard ha comunque difeso la tempistica scelta dal governo. La preparazione di un simile scenario avrebbe potuto essere fatta anche prima, ma la «piazza finanziaria elvetica non sarebbe stata pronta a fare delle concessioni».
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