Luce verde ai sei miliardi per UBS
Il versamento dei sei miliardi di franchi che la Confederazione ha messo a disposizione della banca UBS è quasi finalizzato. Dopo ore di dibattiti la camera bassa del Parlamento ha dato lunedì il suo accordo.
Al termine di un dibattito fiume che ha visto intervenire decine di oratori, il Consiglio nazionale ha approvato – per 116 voti a 55 e 17 astenuti – il credito di sei miliardi di franchi a UBS.
L’aiuto della Confederazione a UBS, deciso come misura anti-crisi per scongiurare un fallimento della principale banca elvetica, verrà emesso sotto forma di prestito convertibile.
Alla camera del popolo, i tentativi del campo rosso-verde di far dipendere gli aiuti pubblici a restrizioni a livello di remunerazioni dei dirigenti o di dividendi agli azionisti, sono falliti di fronte alla compattezza della destra. Nemmeno la proposta di limitare i bonus ai manager, che tanto ha fatto discutere negli ultimi mesi, ha ottenuto la maggioranza.
Il Consiglio nazionale si è invece letteralmente diviso in due (90 a 90) sulla proposta di costringere i quadri a restituire le rimunerazioni eccessive degli ultimi cinque anni. È stato il voto della neoeletta presidente della camera Chiara Simoneschi-Cortesi a far passare il “no” del campo borghese.
Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati, la camera alta del Parlamento, che dovrebbe pronunciarsi favorevolmente nella seduta di martedì.
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