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No del Senato all’iniziativa sui minareti

Seguendo l'esempio della Camera del popolo, il Consiglio degli Stati ha respinto venerdì per 36 voti a 3 l'iniziativa popolare volta a proibire la costruzione di minareti. I senatori hanno invece rinunciato a chiedere l'invalidazione del testo, che sarà quindi sottoposto al verdetto del popolo.

Per la maggioranza dei membri della Camera dei cantoni, l’iniziativa sostenuta dalla destra nazionalista violerebbe alcuni principi contenuti nella Costituzione federale, come la libertà di religione, l’uguaglianza giuridica e la proporzionalità. Un divieto generalizzato di costruire minareti nuocerebbe inoltre alla credibilità internazionale della Svizzera e rischierebbe di favorire l’estremismo nel mondo islamico.

Come il Consiglio nazionale nel marzo scorso, anche la Camera dei cantoni non ha voluto però invalidare l’iniziativa. Agli occhi della maggioranza dei senatori, il testo non viola il diritto internazionale cogente, ossia quelle norme del diritto internazionale che tutelano valori giudicati fondamentali e intangibili dalla comunità degli Stati.

“Si tratta ad esempio della tortura, della discriminazione razziale, dei crimini contro l’umanità o della schiavitù”, ha spiegato il rappresentante del Partito popolare democratico Hansheiri Inderkum. Con 24 voti contro 16, il Consiglio degli Stati ha quindi respinto una proposta di minoranza difesa da Theo Maissen, pure membro del Partito popolare democratico, secondo il quale l’iniziativa contravviene i diritti umani internazionali e non può quindi essere considerata valida.

swissinfo.ch e agenzie

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