Non più di 30 militi al largo delle coste somale
Il governo propone di inviare un distaccamento militare nel golfo di Aden, limitato ad un massimo di 30 militi, per proteggere le navi battenti bandiera elvetica dagli attacchi dei pirati. I partecipanti alla conferenza internazionale di Bruxelles sulla Somalia hanno intanto deciso di impiegare 250 milioni di dollari per lottare contro la pirateria marittima.
Confermando la decisione di principio adottata il 25 febbraio scorso, il Consiglio federale ha trasmesso giovedì un messaggio al parlamento, in cui ribadisce la propria volontà di partecipare alla missione europea NAVFOR “Atalanta” contro i pirati al largo delle coste somale. Le Camere federali saranno chiamate probabilmente nel corso della sessione autunnale del prossimo mese di settembre a pronunciarsi su questo tema.
I militi svizzeri non potranno procedere a offensive militari via terra o mare. La loro missione, che si concentrerà in primo luogo sulla sicurezza delle imbarcazioni del Programma alimentare mondiale (PAM), potrebbe essere estesa alla difesa delle navi mercantili svizzere che navigano nell’area di competenza della missione “Atalanta”.
Secondo la proposta del governo, il distaccamento elvetico, limitato a 30 persone, si comporrà di due squadre di granatieri e di soldati di ricognizione, di un gruppo medico, di al massimo quattro ufficiali dello Stato maggiore e di tre specialisti in questioni giuridiche. Saranno tutti militi professionisti. I costi dell’operazione sono valutati in 9,8 milioni di franchi.
Sempre giovedì, a Bruxelles, i partecipanti alla Conferenza internazionale sulla Somalia si sono impegnati a devolvere 250 milioni di dollari per stabilizzare la situazione nel paese africano e arginare la pirateria marittima nella regione. Questi fondi verranno impiegati in particolare per riorganizzare le forze di sicurezza e di polizia in Somalia, confrontata ad una guerra civile dal 1991, e sostenere la missione di mantenimento della pace dell’Unione africana (AMISOM).
“Il ristabilimento della sicurezza e della pace in Somalia costituisce la base di ogni soluzione al problema della pirateria”, ha dichiarato lo stesso presidente somalo Charif Cheikh Ahmed a Bruxelles. Da parte sua, l’ambasciatore svizzero Andreas Semadeni, che ha guidato la delegazione elvetica, ha espresso la sua speranza, affinché questa conferenza internazionale possa rappresentare un nuovo punto di partenza per la Somalia.
swissinfo e agenzie
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