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Democrazia diretta in Svizzera

Riuscito il referendum sulla libera circolazione

Il referendum contro il rinnovo dell'Accordo di libera circolazione tra la Svizzera e l'Unione europea, in vigore dal 2002, e la sua estensione a Romania e Bulgaria è formalmente riuscito. La Cancelleria federale ha comunicato lunedì di aver convalidato 51'348 delle 51'941 firme inoltrate la settimana scorsa.

In seguito al referendum, promosso dai giovani dell’Unione democratica di centro, dai Democratici svizzeri (DS) e dalla Lega dei ticinesi, il popolo svizzero sarà quindi chiamato alle urne l’8 febbraio 2009 per esprimersi sul decreto federale che propone di rinnovare l’accordo sulla libera circolazione delle persone, introdotto nel 2002, e di estenderlo a Romania e Bulgaria, i due paesi che hanno aderito l’anno scorso all’Ue.

Il compito di convincimento dei promotori del referendum si preannuncia piuttosto arduo: Lega, DS e giovani UDC dovranno vedersela con tutti i maggiori partiti, che nel frattempo hanno ribadito il loro sostegno ai bilaterali, considerati importanti per il benessere della Svizzera. Oltre ai maggiori schieramenti politici, faranno campagna per il “sì” all’accordo di libera circolazione con Bruxelles anche le associazioni economiche.

Dopo che il parlamento aveva deciso di presentare al popolo un solo decreto, invece di due leggi separate per i due temi, anche l’UDC ha preferito rinunciare a sostenere il referendum. Il partito di destra si è detto favorevole alla riconduzione dell’accordo di libera circolazione con i 25, ma si oppone alla sua estensione a Bulgaria e Romania. Non ha sostenuto il referendum nemmeno l’Associazione per una Svizzera neutrale e indipendente.

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