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Prezzo dei farmaci sotto controllo

La formula del risparmio: meno margine di guadagno per i farmacisti, ma retribuzione forfettaria per la consulenza

(Keystone)

A un anno dall'introduzione del nuovo sistema di retribuzione dei farmacisti si registrano effetti positivi per i costi della salute. Ma si può fare di più.

Il nuovo paradigma prevede un compenso non più legato ad un margine sul prezzo dei medicinali, bensì ai consigli dispensati ai clienti al momento dell'acquisto. Tuttavia, sostengono le associazioni dei consumatori, lo Stato contribuisce al rincaro prelevando l'Iva sulle prestazioni dei farmacisti.

Sistema efficace, ma ancora da migliorare



È positivo che il guadagno dei farmacisti non dipenda più dal margine del 33 per cento, riscosso sulle medicine vendute, ha dichiarato all'ats Marcel Mesnil, segretario generale della Società svizzera dei farmacisti (SSF), stilando un bilancio ad un anno dall'introduzione del nuovo sistema, il primo luglio 2001. Il nuovo sistema comprende una tassa «farmacista» di 4,20 franchi e una tassa «paziente» di 7,35 franchi per «la gestione dei dossier». Da quando à entrato in vigore un anno fa, precisa Mesnil, «abbiamo risparmiato 100 milioni di franchi».

E il margine di miglioramento è ancora ampio. In effetti, il mercato dei farmaci generici rimborsati dall'assicurazione di base si aggira attorno al 19 per cento, pari a 635 milioni di franchi: attualmente tale mercato è sfruttato nella misura del 5,1 per cento, un incremento del 2 per cento rispetto a un biennio fa. Ad ogni modo, ha affermato Mesnil, ogni anno arrivano sul mercato altri farmaci generici.

Le associazioni dei consumatori, come anche il preposto alla sorveglianza dei prezzi Werner Marty, si dicono soddisfatti dall'aumento graduale dei generici venduti dai farmacisti. Ad ogni modo, anche per il sistema di retribuzione attuale di quei farmacisti che hanno aderito all'intesa con Santésuisse - l'organizzazione delle casse malattia - ci sono margini di miglioramento.

Una cartella sola



Per Marianne Meyer, segretaria generale della Federazione romanda dei consumatori, sarebbe bene che per ogni paziente venisse gestito un solo dossier, in modo da far risparmiare soldi ai consumatori. Spesso, inoltre, la tassa «farmacista» è considerata alla stregua di una prestazione «dovuta» dal paziente e non la giusta retribuzione per un consiglio dato.

Marti afferma di conoscere il caso di un veterinario che ha prelevato la tassa anche su un medicinale destinato a un gatto. Tale balzello andrebbe quindi prelevato per un servizio reso realmente.

Per Mesnil, tale sistema responsabilizza gli operatori del ramo e rappresenta una sicurezza ulteriore per il paziente. A suo avviso è normale che tali prestazioni vengano fatturate automaticamente. «Ad ogni modo - ha affermato a nome di Santé suisse - un sistema simile non è una panacea bensì un mezzo per frenare l'incremento dei costi».

Proposte di miglioramento



Altro tasto dolente è rappresentato dal prelevamento dell'Iva sulle due tasse. Per le associazioni dei consumatori tale prelievo è inaccettabile poiché così facendo lo Stato si rende responsabile dell'aumento dei costi. L'amministrazione federale delle finanze sembra al momento sorda a tali rimostrante.

Vi è poi chi il sistema non lo accetta affatto sostenendo che non faccia altro che peggiorare il problema dei costi della salute piuttosto che risolverlo. Per Francis Rossier della catena di farmacie «discount» Sun Store che non ha sottoscritto l'intesa, il nuovo sistema non ha cambiato nulla per quanto attiene alla responsabilità del farmacista, ma ha invece determinato un rincaro dei farmaci a basso prezzo: un preparato quale il Ponstan, venduto finora a 10 franchi, costa ora 19 franchi.

Rimane il fatto che il risparmio raggiunto con il nuovo sistema contabile per i medicinali non è bastato a frenare l'esplosione dei costi della sanità. Si tratta però di un contributo importante che può ancora essere migliorato.

swissinfo e agenzie

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