Processo canyoning: dubbi sulle misure di sicurezza

21 persone morirono a causa dell'improvviso innalzamento delle acque Keystone Archive

Secondo degli esperti, i responsabili della tragica escursione nel Saxetbach non sono stati abbastanza prudenti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 dicembre 2001 - 17:06

È quanto emerge al quarto giorno di processo davanti al tribunale a Interlaken (BE).

La gente del posto sapeva che una piena nelle gole era possibile, ha detto lo specialista della polizia, Otto von Allem. Dopo un temporale i bambini vanno sul ponte per vedere l'ondata arrivare. I responsabili della Adventure World si sono sempre difesi affermando che una simile piena non era possibile.

Statisticamente una piena come quella del 27 luglio 1999 si verifica ogni cinque-dieci anni nel Saxetbach, stando alla guida alpina René Brinkmann, responsabile della formazione al Club Alpino Svizzero.

Tutti gli esperti affermano che l'ondata è stata causata da un violento temporale locale. Nel Saxetbach ci sono 22 ruscelli e se tutti convogliano contemporaneamente molta acqua è possibile che si verifichi una piena improvvisa senza che l'acqua si colori prima di bruno.

Fino all'incidente, la società Adventure World considerava la colorazione dell'acqua il principale segnale d'allarme. Tutti gli operatori del settore erano convinti fino al 1999 che questa precauzione fosse sufficiente. È stato un errore, ha detto Brinkmann.

Ora, in base alle attuali conoscenze, le escursioni di canyoning vengono cancellate in caso di temporali o forti piogge. Con il senno di poi, si può quindi effettivamente dire che la formazione meteorologica delle guide di Adventure World presentava lacune, ma non era peggiore di altre società del settore.

Per von Allemen, la Adventure World avrebbe dovuto rinunciare all'escursione visto che il temporale si avvicinava. I temporali sono imprevedibili. A suo avviso gli imputati non hanno visto arrivare la tempesta o l'hanno sottovalutata.

La sentenza è attesa per l'inizio della prossima settimana.

swissinfo e agenzie

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