Rapporto SIC: la sicurezza della Svizzera si è deteriorata
La sicurezza della Svizzera è peggiorata e non si prevedono miglioramenti. La Russia resta la minaccia principale con il suo conflitto ibrido, che colpisce il Paese con spionaggio e disinformazione. Elevata anche la minaccia terroristica.
(Keystone-ATS) È quanto emerge dal rapporto annuale “La sicurezza della Svizzera 2026”, presentato oggi dal Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). La rivalità tra Stati Uniti, Russia e Cina indebolisce la situazione internazionale e sconvolge l’ordine stabilito: questi tre Paesi vogliono un nuovo ordine, mentre crisi e conflitti si moltiplicano attorno all’Europa. “Il contesto protettivo della Svizzera si sta erodendo – da est, da ovest e da sud”, ha affermato il direttore del SIC, Serge Bavaud. “E le ripercussioni non rimangono all’estero, ma si fanno sentire anche in Svizzera”.
A ovest, la politica degli Stati Uniti è sempre più imprevedibile. Al sud, la guerra in Iran ha destabilizzato il Vicino e Medio Oriente, con conseguenze dirette sulla minaccia terroristica in Europa. Inoltre, ha avvertito il capo del SIC, i missili da crociera iraniani potrebbero raggiungere gran parte del continente europeo entro pochi anni.
Russia, minaccia ibrida
La minaccia più grande e acuta per l’Europa e la Svizzera proviene da est e dalla Russia, che mira a indebolire le democrazie occidentali. Mosca, secondo il SIC, sta rendendo più aggressivo il suo conflitto ibrido. La Russia ricorre a questi mezzi in modo più generalizzato rispetto a due anni fa, ha precisato Bavaud. Lo spionaggio è una delle attività principali: il Paese mantiene antenne clandestine in Svizzera, spesso all’interno delle rappresentazioni ufficiose. Circa un terzo dei 200 dipendenti di queste rappresentanze ha un profilo legato ai servizi segreti.
Il Paese viene inoltre utilizzato come piattaforma per raccogliere informazioni su altri Stati e organizzazioni internazionali. La Svizzera non è ancora stata vittima diretta di sabotaggi, ma serve verosimilmente come base per preparare azioni all’estero. Anche la disinformazione è in aumento per minare la fiducia nelle istituzioni: la filiale di lingua tedesca dell’emittente statale russa RT ha diffuso nel 2025 circa un quarto di notizie in più sulla Svizzera rispetto all’anno precedente.
La Confederazione resta inoltre un obiettivo per la proliferazione e l’aggiramento delle sanzioni, in particolare da parte della Russia, che si procura clandestinamente beni e tecnologie per la sua produzione di armamenti. Macchine utensili acquistate in Svizzera giungono così in Russia e il SIC collabora con la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) per contrastare questo fenomeno e sensibilizzare le aziende.
Terrorismo e radicalizzazione online
La minaccia terroristica rimane elevata ed è caratterizzata principalmente da individui che agiscono da soli, ispirati dal jihadismo e con mezzi semplici. Il SIC cita come conferma l’attacco con coltello avvenuto a Winterthur (ZH) il 28 maggio 2026. Tra la metà di maggio 2025 e la metà di maggio 2026, in Europa sono stati registrati dodici attentati di matrice jihadista. Tutti questi atti sono stati perpetrati da individui isolati che erano precedentemente sconosciuti alle autorità, ha sottolineato Bavaud.
Un fattore chiave è la radicalizzazione online, che colpisce in particolare i giovani. “L’ideologia passa in secondo piano; si tratta piuttosto di trovare un pretesto per la violenza”, una tendenza che l’intelligenza artificiale potrebbe persino rafforzare.
La recente guerra in Iran, inoltre, aumenta la probabilità di atti di violenza contro obiettivi americani, ebrei e israeliani in Europa e in Svizzera. La situazione rimane volatile nonostante l’accordo concluso il 17 giugno tra gli Stati Uniti e l’Iran.
Spionaggio cinese e ciberspazio
Oltre alla Russia, anche la Cina rappresenta una minaccia di primo piano in materia di spionaggio. Pechino sfrutta sempre più la dipendenza commerciale delle economie occidentali come strumento di pressione.
Nel ciberspazio, la Svizzera è sia un bersaglio che una piattaforma per attori statali come Russia, Cina, Iran e Corea del Nord, che prendono di mira autorità, ricerca e tecnologie d’avanguardia. Questi attori noleggiano server svizzeri per spiare obiettivi militari e politici in paesi terzi; la Russia, ad esempio, sfrutta le infrastrutture informatiche situate in Svizzera per compiere atti di cibersabotaggio all’estero.
Cosa fanno i servizi segreti?
“Siamo in contatto con le autorità e le aziende che potrebbero essere colpite dagli attacchi, ma anche con potenziali soggetti pericolosi”, ha spiegato Bavaud illustrando l’operato del SIC. Oltre alle misure di diritto penale, l’attività si concentra spesso sulla sensibilizzazione e sullo scambio di informazioni.
Nel 2025 il SIC ha redatto e trasmesso 59 rapporti ufficiali: si tratta del livello più alto dall’inizio di questa statistica nel 2018. Inoltre, ha interpellato direttamente persone ritenute pericolose in 69 occasioni, stabilendo un altro record. “Questo è lo specchio del peggioramento della situazione della minaccia”, ha commentato Bavaud.
Anche lo scambio internazionale è massiccio: lo scorso anno i servizi segreti svizzeri hanno inviato 3’887 segnalazioni a oltre cento servizi partner stranieri, ricevendone a loro volta ben 13’308 dall’estero.
In futuro, il SIC potrebbe ricevere maggiori risorse economiche e umane, sebbene la partita sia aperta: “Avremmo bisogno di 115 posti di lavoro a tempo pieno supplementari per poter adempiere appieno al nostro mandato di base”, ha concluso Bavaud, precisando che non è ancora stato stabilito quanti fondi aggiuntivi verranno effettivamente concessi.
Estremismo violento
Anche l’estremismo violento, che sia di estrema sinistra o di estrema destra, rappresenta una minaccia continua per la Svizzera. Secondo il rapporto, il potenziale di violenza degli ambienti di estrema sinistra rimane elevato, alimentato in particolare dal conflitto in Medio Oriente. Persiste anche la minaccia proveniente dagli ambienti di estrema destra.