Revisione AI: associazioni disabili minacciano referendum
(Keystone-ATS) Sostenute da sinistra e sindacati, le associazioni di disabili si oppongono ad una nuova revisione dell’assicurazione invalidità (AI) e minacciano il referendum. Critici, ma per motivi opposti, anche PLR e UDC.
La revisione proposta dal governo genera risparmi per un totale di 35 milioni di franchi a carico esclusivamente di chi è all’AI, sostiene l’Aiuto reciproco svizzero handicap (AGILE). Secondo l’organizzazione – spalleggiata dall’Unione sindacale svizzera (USS) e da Procap – si tratta di “una trappola che provoca povertà” e produce un massiccio trasferimento di spese su famiglie, prestazioni complementari e assistenza sociale.
Travail.Suisse giudica “cinico” presentare questa revisione come un sostegno al reinserimento, dato che il problema attuale non è incitare al lavoro, ma caso mai creare posti di lavoro per chi è all’AI. Bisogna obbligare i datori di lavoro ad assumere anche portatori di handicap, afferma il sindacato.
Più conciliante con il nuovo progetto è invece il PPD. Questa riforma è abbastanza soddisfacente, afferma la sua portavoce Marianne Binder. Il partito giudica tuttavia “assolutamente inaccettabile” la riduzione delle rendite per i figli e si opporrà in parlamento a questa misura. “Non è colpa dei bambini se i genitori sono disabili”, spiega Binder.
Il PLR giudica insufficienti le misure di risanamento dell’AI ed esige un ritorno al primo progetto, che prevedeva risparmi per 800 milioni di franchi. Il PLR coglie l’occasione per accusare la sinistra di essere all’origine del tracollo finanziario dell’assicurazione.
Anche l’UDC addossa le responsabilità alla sinistra, me tiene a ricordare al PLR che è stato proprio il suo ministro, Didier Burkhalter, ad “inginocchiarsi” davanti alle richieste dello schieramento rosso-verde e dell'”industria sociale”. “Un consigliere federale liberale-radicale ha implicitamente deciso di ignorare le promesse fatte prima della votazione popolare sull’innalzamento dell’IVA”, scrive l’UDC in un comunicato.