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Risultati negativi: cade una testa al vertice di Lonza

Anche se Lonza non ha perso nel settore biotecnologico, una sovrapproduzione generale rallenta il mercato Keystone

Lonza ha sofferto nel 2003. L’utile netto è calato del 59%. Si dimette Markus Gemünd, direttore generale del gruppo chimico basilese.

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 gennaio 2004 - 12:04

Lonza è vittima dei costi di ristrutturazione e delle vendite deboli presso i clienti del settore farmaceutico.

L'utile netto del gruppo chimico nel 2003 è calato del 58,8% a 91 milioni di franchi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il risultato operativo ha subito una contrazione del 54%, scendendo a 139 milioni di franchi. Le vendite sono diminuite dell’11,6 %, a 2,242 miliardi di franchi.

Il gruppo, che fornisce prodotti biotecnologici alle industrie farmaceutiche e agro-alimentari, spiega la performance negativa dell’anno scorso con il fatto che la ripresa economica attesa nel secondo semestre non si è verificata.

Il CEO Markus Gemünd, 45 anni, è rimasto al comando di Lonza per due anni. Ora getta la spugna, ritenendo che sia necessario operare un cambiamento nella direzione dell’impresa che le permetta di svilupparsi. Gemünd rimane a disposizione della società fino alla designazione del suo successore.

Sergio Marchionne, presidente del consiglio di amministrazione della Lonza, in un giornale domenicale dello scorso weekend si era detto scontento dell'attuale direzione: se essa fallisce, ce n'è una nuova che può riuscire, aveva affermato in un'intervista.

Clima ancora difficile per la chimica fine

Interpellato da swissinfo l’analista Martin Vögtli della banca Vontobel a Zurigo dice di essersi aspettato un cambiamento ai vertici, dati i risultati. Ma secondo Vögtli le dimissioni di Gemünd sono “una delusione”.

“Quello che è cambiato è il mercato della chimica fine, cioè prodotti altamente specializzati. L’amministrazione federale statunitense per gli alimenti e i prodotti farmaceutici (US Food and Drug Administration) ha concesso un numero minore di licenze. Il mercato ha vissuto una sovrapproduzione ed i margini di guadagno sono calati di conseguenza. Chiaramente non abbiamo ancora visto la fine del processo di ristrutturazione a livello mondiale”.

Secondo l’analista Jean-Marc Müller, analista alla banca Bellevue di Zurigo anche altre ditte attive nel settore della sintesi biotecnologica, come Clariant hanno avuto un anno difficile.

“I loro clienti non prevedono lo sviluppo di molti nuovi prodotti e la domanda debole di prodotti organici, insieme al calo del dollaro ed alla concorrenza di paesi come la Cina non aiutano certo”.

In quanto alle dimissioni di Gemünd: “Veniva dal settore delle biotecnologie e può darsi che non abbia dato abbastanza peso agli altri settori”, spiega l’analista, che ricorda come la Ems Chemie di Christoph Blocher abbia ritirato la sua partecipazione nella Lonza proprio per disparità di vedute tra Blocher e Gemünd.

Polimeri in vendita

Per l'esercizio corrente la Lonza si è data per obiettivo un utile operativo di almeno 225 milioni e un utile netto per azione di 3 franchi.

Tutti i settori di Lonza hanno registrato un calo : Il settore «sintesi esclusive», biotecnologie è scesa del 14,6% a 835 milioni di franchi.

Il settore chimica fine e prodotti speciali ha fatto registrare vendite per 826 milioni di franchi, in calo del 13,7%. Il gruppo spiega questo risultato negativo con il rialzo del prezzo delle materie prime e del petrolio.

Proprio in questa divisione Lonza aveva dovuto chiudere alcune unità di produzione in Europa e negli Stati Uniti l’anno scorso. La chiusura ha portato ad una perdita di 100 milioni di franchi.

Anche nel settore polimeri e prodotti intermedi il gruppo è riuscito a limitare i danni. Il fatturato si è ridotto solo del 3,3 % a 578 milioni di franchi. La direzione ha pertanto deciso di sospendere il processo di disimpegno in questo tipo di attività, da cui si voleva separare già dal 2001.

A livello di posti di lavoro il gruppo ha tagliato nel vivo. Dopo un calo del 6,4% nel corso del primo semestre, gli effettivi di Lonza si sono nuovamente ridotti nel secondo semestre. A fine 2003 il gruppo impiegava 5659 persone: meno 9% di forza lavoro rispetto alla fine del 2002, quando impiegava ancora 6216 persone.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Lonza fornisce prodotti chimici e biotecnologici alle industrie farmaceutiche e agroalimentari.
Nel 2003 i suoi utili sono diminuiti del 59%.
Anche altre ditte svizzere che operano nel medesimo settore altamente specializzato, come Clariant, vendono meno.

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In breve

Lonza, le cui attività originarie erano legate alla produzione dell’alluminio e della chimica, ha aumentato la sua produzione nel settore biotecnologico proprio nel momento in cui questo ha cominciato a segnare una contrazione, e una sovrapproduzione in Svizzera.

Ma è soprattutto il settore della chimica fine, prodotti altamente specializzati per l’industria farmaceutica che non va bene. Si sviluppano meno prodotti innovativi e vengono rilasciate meno licenze dagli organi competenti, come l’US Food and Drug Administration.

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