Sandoz, 300 milioni per in nuovo impianto biosimilari in Slovenia
Sandoz ha annunciato oggi un investimento di circa 300 milioni di dollari (240 milioni di franchi) per la costruzione di un nuovo stabilimento dedicato alla produzione di biosimilari a Lubiana, in Slovenia.
(Keystone-ATS) L’impianto, la cui entrata in funzione è prevista per il 2029, andrà ad ampliare la capacità produttiva dell’azienda renana per i principi attivi biologici.
La struttura si avvarrà della tecnologia “Disposable Fed-Batch”, una soluzione innovativa che consentirà a Sandoz di ottimizzare la flessibilità produttiva, in particolare per lotti di dimensioni medio-piccole, spiega la società in un comunicato odierno. Questo approccio permetterà di rispondere con maggiore agilità alle esigenze del mercato, migliorando al contempo il controllo sulle proprie capacità produttive.
L’iniziativa rientra nella cosiddetta strategia Bio100, presentata nel corso della giornata odierna degli investitori. Con questo piano, Sandoz mira a rafforzare la propria leadership nel settore dei biosimilari (medicinali molto simili a un farmaco di riferimento, ma non identici come i generici), puntando su innovazione tecnologica e potenziamento infrastrutturale per soddisfare la crescente domanda globale di terapie accessibili.
A livello finanziario, entro il 2030 il produttore di farmaci generici punta ora a una crescita annua del fatturato, a cambi costanti, di un numero percentuale a una cifra medio-alta, nonché a un margine Ebitda di base compreso tra il 25 e il 27%. Nell’ambito di Bio100, Sandoz intende avere nel proprio portafoglio più di 100 biosimilari entro il 2040, rispetto agli attuali 13. Entro il 2035 i ricavi netti dovrebbero più che raddoppiare rispetto al 2025; allo stesso tempo, il margine Ebitda di base dovrebbe salire oltre il 30%.
“Sandoz avvia la sua prossima fase di crescita da una posizione di forza, fondata su una solida storia di successi e su una piattaforma globale collaudata”, afferma il CEO Richard Saynor, citato nella nota. “Le nostre ambizioni nell’ambito del programma Bio100 mirano a far sì che i biosimilari rappresentino la maggior parte del nostro fatturato, ampliando l’accesso ai pazienti e creando al contempo un valore significativo per gli azionisti”, aggiunge il manager 59enne di nazionalità inglese.
Sandoz è stata fondata nel 1886 dal chimico Alfred Kern e dal commerciante Edouard Sandoz quale fabbrica di prodotti chimici Kern & Sandoz. Nel 1996 l’impresa si unì a Ciba per dare vita a Novartis: nel 2003 Novartis riunì poi sotto il marchio Sandoz le sue aziende produttrici di farmaci generici. Vent’anni dopo, nel 2023, Sandoz è stata scorporata e quotata in borsa, riottenendo la sua indipendenza. Al momento l’azienda dà lavoro a 20’000 dipendenti di oltre 100 nazionalità e produce medicinali usati da un miliardo di pazienti. In portafoglio ha 1300 medicamenti. Nel 2025 il fatturato ha raggiunto 11,1 miliardi di dollari (9,0 miliardi di franchi al cambio attuale).