Agenzia spaziale Esa incarica due enti svizzeri di creare ponte tra fantascienza e realtà
Scopo del progetto è di estrarre dalle opere di fantascienza (libri, film, illustrazioni, opere d'arte) un catalogo di invenzioni immaginarie legate alle tecniche della conquista dello spazio e di renderle tecnologicamente attuabili.
Gettare un ponte tra fantascienza e realtà: questo il compito che l’Agenzia spaziale europea (Esa) ha affidato a due enti svizzeri: la vodese «Maison d’Ailleurs» di Yverdon e la Fondazione zurighese per l’arte spaziale OURS.
Il lavoro verrà svolto in tre fasi – ha affermato Patrick Gyger, direttore dell’ente vodese. «In un primo tempo, entro la fine dell’estate, dovremo stabilire i contatti e fare un inventario delle idee». Grazie a Internet, la «Maison d’Ailleurs» e la Fondazione OURS creeranno un forum didiscussione.
Nella seconda fase un gruppo di esperti valuterà il materiale raccolto e incaricherà ingegneri dell’ESA, ditte specializzate e istituti universitari, di condurre studi più approfonditi su alcuni aspetti particolari. Alla luce delle conoscenze attuali e ai possibili sviluppi della ricerca, gli scienziati cercheranno poi di utilizzare le risorse della fantascienza, ha proseguito Gyger.
A questo stadio del progetto, i romanzieri francofoni appaiono molto reticenti, temendo che l’ESA si impadronisca «a buon mercato» delle loro idee. Gli autori anglosassoni si sono invece mostrati interessati alla collaborazione: «la loro tradizione – precisa Gyger – è di tutt’altro spirito». Esistono infatti numerosi centri di ricerca legati alle università, ad esempio a Riverside (California, USA), Toronto (Canada) e Liverpool (GB).
Specialisti del calibro di Gary Westfahl – autore di uno studio sul concetto di stazione spaziale nella fantascienza – potranno quindi partecipare al progetto ITSF (Innovative Technologies from Science fiction for Space Applications).
swissinfo e agenzie
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