Alzheimer, giovedì si celebra la giornata mondiale
«Alzheimer oggi: memoria, comunicazione e cura». È questo il tema della settima Giornata mondiale dell'Azheimer, che si celebra giovedì in tutto il mondo. Manifestazioni sono previste anche in Svizzera dove, gli ammalti, si calcola siano oltre 50 mila.
Se le lacune della memoria caratterizzano gli esordi della malattia, la sua evoluzione è sempre contraddistinta da un accentuarsi delle difficoltà nella comunicazione. Obbiettivo delle cure (attualmente la malattia non è guaribile) è la restituzione della dignità e della qualità della vita al malato, adottando comportamenti per mantenere un contatto ed un flusso di affetti con chi si sta allontanando dal mondo in cui vive.
Istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1994, la giornata vuole essere un momento di incontro e confronto, per focalizzare l’attenzione, su una malattia che colpisce 18 milioni di persone e per portare aiuto, comprensione e speranza alle famiglie dei malati, chiamate quotidianamente ad un impegno tale (assistenza 24 ore su 24) da mettere a dura prova le capacità di resistenza.
Perdita della memoria, confusione mentale, disturbi nella facoltà di parola e di ragionamento, incapacità di organizzare la propria vita quotidiana, di orientarsi, di vestirsi, di prepararsi da mangiare o di usare semplicemente i servizi igienici, difficoltà nel distinguere e riconoscere addirittura i propri familiari, i propri figli. Sono le manifestazioni classiche della malattia di Alzheimer.
Una piaga terribile la malattia di Alzheimer, identificata con gli anni del crepuscolo. Una malattia per la quale, a tutt’oggi, non esistono rimedi farmacologici in grado di combatterla, nonostante siano passati ormai oltre novant’anni da quando nel 1907 il neurologo tedesco Alois Alzheimer la diagnosticò e la descrisse per la prima volta.
Negli ultimi anni la ricerca medica ha compiuto passi enormi nella caratterizzazione di questa malattia, che fra gli anziani è uno dei disturbi più diffusi delle capacità intellettuali (o delle cosiddette sindromi psico organiche, come le definiscono gli specialisti, ossia quelle malattie che conducono alla compromissione tanto della sfera intellettuale quanto delle funzioni comportamentali). Una malattia comunemente conosciuta col nome di demenza senile e che interessa il 5 per cento degli ultra sessantacinquenni ed addirittura il 20 per cento di coloro che hanno più di 80 anni, ma che non risparmia nemmeno i cinquantenni Nel monmdo i malati sono parecchi milioni: in Svizzera si calcola che siano oltre 50 mila.
La malattia ha mediamente un’evoluzione di sette otto anni, contraddistinta da un peggioramento progressivo del malato, che nello stadio terminale può condurre ad uno stato di completa dipendenza ed alla perdita di ogni autonomia.
Alzheimer, un male le cui cause sono tutt’ora oggetto di studio, del quale si parla poco nonostante l’abbiano contratto anche personaggi celebri come l’attrice Rita Haywort o l’ex-presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan.
swissinfo e agenzie
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