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Città e Confederazione: la collaborazione rimane carente

L'Unione delle città svizzere, riunita venerdì a Svitto, individua nel traffico, nell'integrazione degli stranieri e nella perequazione finanziaria i maggiori problemi nei rapporti tra città e Confederazione. E propone una politica urbana federale.

L’Unione delle città svizzere (UCS) sollecita una rapida applicazione dell’articolo 50 della nuova Costituzione federale, che obbliga la Confederazione a tenere conto delle esigenze dei comuni, i quali costituiscono sempre più dei motori di evoluzione economica. La norma della nuova Costituzione dovrà però essere accompagnata da un cambiamento di mentalità: Berna dovrà infatti attuare una vera e propria politica delle città, ha affermato Dominique de Buman, vicepresidente dell’UCS.

Concretamente ciò significa collaborazione tra associazioni comunali e Confederazione nell’elaborare regolamentazioni federali, maggiore considerazione per gli effetti delle misure adottate da Berna sui centri, creazione di un ufficio di consulenza per problemi cittadini e sviluppo di una politica regionale urbana a livello nazionale.

L’UCS ritiene che i sussidi di Berna andrebbero corrisposti sotto forma di importi forfetari: il destinatario potrebbe poi decidere liberamente come impiegare i mezzi. Attualmente invece i contributi di Berna sono legati a scopi specifici. Si rischia però che questi fondi vengano versati ai cantoni e non ai comuni, i quali risulterebbero penalizzati.

In merito alla nuova perequazione finanziaria, Berna ha preso in considerazione alcune delle richieste avanzate dall’Unione, ha indicato il presidente dell’UCS Heiz Christen, precisando che però non tutti i problemi sono stati risolti.

«Nella propria politica Berna non dimentica le città» ha risposto la cancelliera federale Annemarie Huber-Hotz nel suo intervento, in cui ha però riconosciuto le difficoltà a cui i centri sono confrontati. «Le città sono elementi essenziali per lo stato federale» ha affermato, sottolineando che esse hanno svolto un ruolo determinante nello sviluppo delle grosse civiltà.

Nel programma di legislatura 1999-2003 – ha ricordato la Huber- Hotz – il Consiglio federale si è prefissato di prendere maggiormente in considerazione gli interessi di città e comuni nell’ambito della nuova perequazione finanziaria e della nuova politica di sviluppo regionale.

swissinfo e agenzie

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