Colpo di freno all’indebitamento della Confederazione
Come gli Stati, anche il Consiglio nazionale dovrebbe probabilmente mettere un freno all'indebitamento della Confederazione. La sua commissione delle finanze, con 17 voti contro 7 (schieramento rosso-verde), gli raccomanda infatti di accettarlo. La sinistra cercherà di ammorbidire il meccanismo.
Il freno all’indebitamento deve prendere il posto dell’obiettivo di bilancio 2001, che ha permesso di risanare le finanze federali, ha ricordato martedì il presidente della commissione delle finanze del Nazionale Gerold Bührer (PLR/SH). Esso ha lo scopo di evitare i deficit cronici: fissa una regola che mira all’equilibrio delle finanze sulla durata media di un ciclo congiunturale.
Il meccanismo si applica alle spese. In linea di principio le stesse non devono superare le entrate, pur tenendo conto della situazione congiunturale. Se la crescita dell’economia è superiore alla media, le spese devono essere inferiori alle entrate. In caso di debole congiuntura sono tollerati i deficit.
Nella prossima sessione di giugno, lo schieramento rosso-verde tenterà di ammorbidire questo sistema, prendendo in considerazione le entrate e non soltanto le uscite. Secondo Bührer, il risultato inatteso del consuntivo 2000, che chiude con una maggiore entrata di 4,5 miliardi di franchi, non costituisce un argomento contro il freno all’indebitamento. Sul fronte delle spese – ha aggiunto – non vi è motivo di “allentare la presa”.
Expo.02
Oltre al consuntivo statale 2000, la commissione delle finanze ha anche accolto il primo supplemento di 844,9 milioni di franchi al preventivo 2001. Con 17 voti contro 2 e 5 astenuti, la commissione propone al plenum di trasformare in prestito i 300 milioni di garanzia di deficit concessa all’Expo.02.
L’opposizione è giunta dall’UDC e dai Verdi. È comunque impossibile rifiutare questa trasformazione – ha sottolineato Bührer – dal momento che “il punto di non ritorno, in fatto di Expo, è da tempo stato superato”. Inoltre, se Expo.02 fosse costretta a rivolgersi a creditori privati, dovrebbe far fronte a tassi d’interesse nettamente più elevati.
swissinfo e agenzie
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