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Comparsa a sorpresa di un riso Ogm proibito

Diversi carichi di riso a rischio di contaminazione sono stati isolati Keystone

I due principali distributori elvetici, Migros e Coop, hanno ritirato dalla vendita un riso americano contenente tracce di un organismo geneticamente modificato (Ogm) non autorizzato.

La scoperta di questo tipo di contaminazione è una novità, ma non si limita alla Svizzera. L’Ogm (LL601) è stato riscontrato anche in altri paesi europei.

Coinvolge anche la Svizzera lo scandalo del riso americano contaminato dall’organismo geneticamente modificato (Ogm) LL601, vietato sia negli Stati uniti, sia in Europa. Tracce di tale sostanza sono infatti state riscontrate in un deposito del grande distributore Migros, ma ancora non è chiaro se il riso transgenico sia già stato messo in commercio.

Si tratta di un’ipotesi che non può essere esclusa e ad ogni modo, ha detto la portavoce di Migros Monica Glisenti, i silos a rischio – per un totale di 1’500 tonnellate – sono stati isolati. Il riso in questione è a chicchi lunghi ed è venduto da Migros col nome di Carolina.

La concorrente Coop ha dal canto suo fatto sapere di aver sospeso a titolo precauzionale la vendita di riso americano, pur non avendo finora riscontrato anomalie. E Anche Denner è sul chi vive; precisa tuttavia di non importare più riso dagli USA da circa due anni.

Intervistato dal quotidiano Le Temps, Martin Schrott, collaboratore scientifico per quanto riguarda la sicurezza alimentare dell’Ufficio federale dalla sanità pubblica, non esclude che nei piatti degli svizzeri sia finito del riso transgenico. «Ad essere contaminato è il raccolto del 2005», ha spiegato Schrott al foglio di Losanna, «ma in Europa e in Svizzera siamo stati informati dalle autorità americane il 18 agosto di quest’anno. I controlli sono partiti solo una settimana fa».

Tracce lievi, ma preoccupanti

La concentrazione di organismi geneticamente modificati misurata nei depositi della Migros è risultata dello 0,01%, ben al di sotto quindi del limite legale di tolleranza per gli Ogm fissata allo 0,9%, ha precisato la Glisenti.

L’organismo LL601 è tuttavia vietato e quindi la soglia di tolleranza non può essere applicata. Sia Migros sia Coop sono in contatto permanente con l’Ufficio federale della sanità pubblica a Berna per decidere quali provvedimenti adottare. Al riguardo sono attese direttive anche da parte dell’Unione europea (Ue).

Dal canto suo, Greenpeace Svizzera, che da sempre si batte contro gli Ogm nella catena alimentare, è molto preoccupata per quanto avvenuto. Clement Tolusso, portavoce di Greenpeace, ha dichiarato a Le Temps che «questa è la prova che in natura la contaminazione tra culture transgeniche e convenzionali è inevitabile».

In tutta Europa

In Europa l’allarme è scattato in agosto, quando riso americano a chicchi lunghi contaminato da LL601 è stato scoperto su di una nave proveniente da New Orleans giunta nel porto olandese di Rotterdam. Le 20.000 tonnellate di riso USA erano suddivise in 30 carichi separati di cui tre sono risultati contaminati, mentre 20 sono invece considerati liberi da Ogm. Per i sette carichi restanti non sono ancora disponibili i risultati delle analisi di laboratorio. Il carico di riso contaminato sarà rinviato negli Usa per essere distrutto.

In seguito a tale episodio l’Unione Europea ha imposto analisi obbligatorie e certificazioni per verificare che ogni importazione di riso non contenga varietà illegali.

L’Ogm LL601 è stato riscontrato anche in riso «parboiled» a grana lunga in vendita in Germania presso i supermercati «Aldi». Si tratta di confezioni di provenienza statunitense commercializzate dalla Bayer CropScience. Pochi giorni prima Greenpeace aveva peraltro scoperto una contaminazione causata da un altro riso transgenico di provenienza cinese, trovata in prodotti alimentari in Francia, Germania e Gran Bretagna.

Gli ultimi casi riguardano Francia e Svezia. Entrambi i paesi hanno trovato dei campioni di contaminati. Non sono però ancora disponibili le controanalisi effettuate seguendo le procedure standard richieste dall’Ue.

swissinfo e agenzie

Il riso geneticamente modificato LL601 (Liberty Link Rice 601) produce la proteina PAT, in grado di neutralizzare l’erbicida Liberty Link della Bayer: le erbacce muoiono, il riso prospera.
Secondo il fabbricante, questo riso non viene né coltivato, né commercializzato.

Il 27 novembre 2005, più del 55% dei cittadini e tutti i cantoni svizzeri hanno accettato l’iniziativa popolare «per degli alimenti prodotti senza manipolazioni genetiche».

Il testo dell’iniziativa vieta l’utilizzazione di Ogm – piante o animali – nell’agricoltura per un periodo di cinque anni.

Il Fondo nazionale della ricerca scientifica ha lanciato un programma di ricerca sull’utilità e i rischi dell’introduzione di Ogm nell’agricoltura e nella catena alimentare allo scopo di alimentare il dibattito una volta la moratoria giunta a termine.

La legislazione comunitaria tratta gli Ogm dal 1998, quando è entrata in vigore una moratoria che ha bloccato l’autorizzazione di nuovi prodotti Ogm in Europa.

Solo nel maggio 2004 si è nuovamente autorizzata l’immissione in commercio degli Ogm. Quattro mesi dopo, alcune varietà di granoturco sono state inserite nel catalogo comune delle varietà agricole dell’Ue.

Prima di essere immesso sul mercato comunitario, un organismo geneticamente modificato deve superare un esame basato su una valutazione scientifica dei possibili rischi per la salute o per l’ambiente.

Il regolamento europeo prevede inoltre un’etichettatura obbligatoria per tutti gli alimenti con una percentuale superiore allo 0,9% di Ogm.

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