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Diritto e informazione nell’era di Internet

La regolamentazione dei nuovi media riamne sempre un passo indietro rispetto alle innovazioni tecnologiche Keystone

Web-publishing e diritto d'autore: questo il titolo della giornata di studio promossa dalla rivista Media-Lex, insieme alla SSR-SRG Idée Suisse e Edipresse, a Friburgo. I problemi di Internet al centro del dibattito accademico e giuridico.

Può sembrare un convegno di specialisti e difatti lo è: la “Giornata sul diritto della comunicazione” svoltasi all’università di Friburgo sotto l’egida della rivista MediaLex, riuniva davanti a una mezza dozzina di puntuti relatori, un folto pubblico di giuristi ed avvocati. Ma per quanto possa apparire banale ricordarlo, il tema è uno dei più discussi del momento: Internet, la “rivoluzione tecnologica” che stiamo vivendo e che cambia il mondo dei media e quindi anche i problemi ad esso connessi, come quello delle “regole del gioco”, cioè, appunto, del diritto.

La giornata di studio si è aperta nel segno della pratica corrente: alcuni “attori economici” hanno raccontato come si muovono oggi nel ginepraio dei nuovi media: Tibère Adler ha evidenziato le problematiche connesse all’attività su Internet del gruppo romando Edipresse, mentre Peter Hufschmid ha presentato la variatissima offerta on-line delle aziende appartenenti alla SSR-SRG Idée Suisse, con una particolare attenzione agli sviluppi tecnologici, che nel futuro porteranno l’informazione on-line ben al di là del consueto PC di casa. Ma se nella pratica le cose si stanno muovendo rapidamente, non sempre è facile, per il quadro legislativo che intende regolare il settore, stare al passo con questo ribollire di novità.

E quanto è emerso in particolare dall’intervento del vicepresidente dell’Ufficio federale delle Comunicazioni, Martin Dumermuth, che si è chinato particolare sul ruolo del servizio pubblico, di fronte allo spostamento di una parte del settore mediatico all’interno della Grande Rete: non senza polemica è stata accolta la posizione del UFCOM, secondo la quale, nonostante il cambiamento tecnologico in corso, la SSR ha il diritto di entrare, concorrenzialmente, nel nuovo mercato offerto da Internet, nonostante non si tratti esattamente di un “privato”.

Da punto di vista legislativo, Ivan Charpillot, dell’università di Losanna, ha sfatato poi un mito corrente: non è vero, secondo la sua autorevole opinione, che il Net ponga insormontabili problemi quanto alla protezione dei diritti d’autore: certo, le procedure per rivendicare il proprio dovuto possono essere particolarmente laboriose (vista soprattutto la extra-territorialità del medium), ma non per questo inapplicabili. Per paradosso, pare invece che chi voglia essere estremamente onesto, cercando di regolare i propri “conti” con gli aventi diritto, prima di utilizzare beni intellettuali per un proprio sito, si trovi spesso di fronte alla difficoltà di reperire e quantificare i diritti d’autore che sono in gioco.

Nel pomeriggio il professor Pascal Mahon, dell’università di Neuchâtel ha poi sollevato il problema dell’informazione immessa sul net direttamente dalle entità statali, che sfugge quindi in qualche modo al filtro critico dei media tradizionali: se lo stato fornisce le proprie informazioni al cittadino direttamente nella propria pagina su Internet, possiamo ancora parlare di informazione, o dobbiamo chiederci se si corra il rischio della propaganda? Due gruppi di lavoro distinti hanno poi portato gli specialisti, in conclusione della giornata, a fare il punto sull’attuale situazione legislativa in questo settore complesso e in evoluzione.

Pierre Lepori

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