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Discarica di Bonfol: risanamento sì, ma in quanto tempo?

I militanti di Greenpeace vogliono che la discarica venga risanata al più presto Keystone

Anche la chimica è d'accordo per il risanamento della discarica giurassiana, dove sono depositati oltre 100 000 tonnellate di rifiuti chimico-industriali. Resta da fissare la data dei lavori, che per Greenpeace dovrebbero cominciare ancora quest'anno.

Il “risanamento totale” si legge in un comunicato comune pubblicato dopo la firma dell’accordo fra i rappresentanti la comunità d’interesse dell’industria chimica basilese (BCI) e il governo del Canton Giura, “è l’unico metodo atto ad eliminare, in modo duraturo, il potenziale rischio a lungo termine della discarica». Finora la chimica non riteneva necessario il risanamento urgente della discarica, che considerava una delle meglio sorvegliate della Svizzera.

La BCI studierà ora un rapporto di fattibilità, realizzato da esperti su richiesta del Cantone, e procederà ad ulteriori studi. È previsto che entro l’estate si giunga ad un accordo sul calendario dei lavori.

Per il momento la comunità d’interesse dell’industria chimica basilese ha già fatto sapere che un risanamento richiederà dai nove ai quindici anni di tempo, mentre il Canton Giura vuole che questo avvenga entro cinque anni.
Non è possibile assumere la responsabilità di un risanamento totale immediato, ha indicato la BCI. Visto che si tratta del primo caso al mondo, il progetto dovrà essere sottoposto ad un’analisi approfondita.

L’accordo raggiunto non soddisfa totalmente i militanti di Greenpeace, che da sabato mattina occupano la discarica. Gli ecologisti chiedono che i lavori di risanamento inizino entro la fine dell’anno. Inoltre vorrebbero che lo stabilimento dell’ex CISA, situato a lato della discarica, venga trasformato in un centro per l’eliminazione delle scorie tossiche.

I militanti quindi continuano ad occupare lo stabilimento e la strada d’accesso alla discarica, ha precisato un portavoce di Greenpeace. Per il momento, la magistratura giurassiana non intende intervenire, visto che non è stata presentata nessuna denuncia.

Nella discarica di Bonfol, aperta nel 1961 dalla Ciba e chiusa nel 1976, sono depositate 114mila tonnellate di rifiuti chimico-industriali.

Oltre alle scorie degli stabilimenti di sette gruppi dell’industria chimica basilese – Novartis, Ciba Specialità chimiche, Clariant, Roche, Rohner (Pratteln/BL), Saürefabrik (Schweizerhalle/BL) e Henkel (Pratteln) – vi si troverebbero anche batterie dell’esercito svizzero e dell’industria orologiera, solventi e «deboli dosi di radio» utilizzato per i quadranti degli orologi.

swissinfo e agenzie

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