Il pacchetto energetico affossato dalla popolazione
L'iniziativa solare è stata silurata dal 68 percento dei votanti, mentre il controprogetto a questa iniziativa e la tassa per l'ambiente sono stati respinti da circa il 55 percento della popolazione. Soddisfatti gli ambienti economici.
Nessuno dei tre oggetti presentati in materia di politica energetica ha superato lo scoglio popolare. L’iniziativa solare ha raccolto poco più del 30 percento dei voti, il controprogetto varato dal governo è stato bocciato dal 53 percento degli Svizzeri e la tassa per l’ambiente dal 55 percento.
La popolazione elvetica non vuole quindi saperne di nuove tasse energetiche, anche se questi prelievi fiscali avrebbero permesso di alleggerire gli oneri sociali (a cominciare dall’AVS) e di promuovere lo sviluppo di energie rinnovabili. Una scelta probabilmente influenzata anche dal forte aumento del prezzo del petrolio che, da alcune settimane, sta pesando sulle economie domestiche e su diversi rami professionali.
Soddisfazione, come era prevedibile, da parte degli ambienti economici. Per Ecosuisse – l’associazione mantello del padronato, appena nata dalla fusione tra Vorort e Proec – il popolo svizzero ha dimostrato di non apprezzare proposte estreme e di non voler sopportare nuove tasse. Secondo il rappresentante di Ecosuisse, Fredy Müller, esistono già attualmene soluzioni valide e serie in campo ambientale ed energetico, a cominciare dalla legge sul CO2.
Delusione invece da parte degli ambienti ecologisti che sostenevano il pacchetto energetico. Per il comitato “Tre x sì”, promotore dell’iniziativa solare, il triplo no espresso dal popolo rappresenta una vittoria di pirro che provocherà perdite energetiche del 60 percento. Il comitato ha accusato i rappresentanti economici di aver inscenato una campagna di menzogne, a suon di milioni di franchi. La Svizzera è già ora uno dei paesi europei più dipendenti dall’estero sul piano energetico e in futuro si troverà anche svantaggiata in campo tecnologico, sottolinea ancora il comitato.
L’iniziativa solare prevedeva l’introduzione di una tassa di 0,5 centesimi per chilowattora sulle energie non rinnovabili. I 750 milioni così ricavati sarebbero stati impiegati per incoraggiare gli investimenti in nuove tecnologie e per la creazione di posti di lavoro. La metà di questa somma sarebbe servita per lo sviluppo dell’energia solare e di altre energie rinnovabili.
Il controprogetto elaborato dal governo conteneva invece una tassa di 0,3 centesimi per chilowattora (450 milioni di franchi all’anno), i cui proventi sarebbero stati investiti nello sviluppo di energie rinnovabili e nella manutenzione delle centrali idroelettriche.
La tassa ecologica d’incentivazione, già introdotta in altri paesi europei, proponeva una riforma fiscale in senso ecologico. In sintesi, si intendeva tassare le energie non rinnovabili (2 centesimi per chilowattora) e destinare i proventi così raccolti all’alleggerimento degli oneri sociali.
Armando Mombelli
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